Il sindaco: lutto cittadino per Ilaria

Introdacqua, il Comune vuole ricordare la donna uccisa a botte nelle Marche
INTRODACQUA. Un paio di stivali rossi lasciati nella piazza del paese, poco distanti dal Comune, sono il simbolo di una tragedia che ha colpito duramente la comunità di Introdacqua, paese di origine di Ilaria Maiorano, la donna di 41 anni uccisa di botte dal marito Tarik El Ghaddassi, 42 anni, nella loro casa di Padiglione di Osimo. L’uomo è in stato di fermo per omicidio volontario aggravato. Ieri in paese non si parlava d’altro, con il sindaco Cristian Colasante intenzionato, insieme agli altri amministratori, a ricordare con un’importante iniziativa la donna vittima dell’ennesimo femminicidio. «La ricorderemo in apertura del prossimo consiglio e quasi sicuramente indiremo il lutto cittadino», afferma il sindaco che medita, assieme alla giunta, anche altre iniziative. I funerali saranno celebrati domani nella chiesa di San Marco di Osimo alle 10: in concomitanza con le esequie, giornata di lutto cittadino a Osimo. Intanto dall’autopsia sono arrivate le prime conferme che a uccidere Ilaria non è stata un’accidentale caduta dalle scale, come sostiene il marito, ma le botte ricevute proprio da chi avrebbe dovuto proteggerle. Il corpo della donna presentava diverse ferite e lesioni soprattutto agli arti e alla testa; quelle alle braccia compatibili con un gesto estremo di difesa. Gli esiti dell’autopsia non hanno ancora chiarito l’orario della morte e serviranno altri approfondimenti tossicologici, ma la donna sarebbe morta in tempo breve dopo l’aggressione.
Ieri il fratello della vittima, Daniele Maiorano, ha detto che «da tempo sospettavamo qualcosa, solo che mia sorella voleva stare col marito e non voleva lasciarlo. Non potevamo andare a casa loro, non siamo mai stati invitati neppure al compleanno delle bambine. Non volevano che noi entrassimo in quella abitazione».
Ilaria si era sposata con Tarik El Ghaddassi con rito civile nel dicembre di due anni fa e da subito aveva manifestato la volontà di convertirsi all’Islam. «Noi chiedevamo a Ilaria se fosse tutto a posto, ma lei ha sempre detto di sì», ha proseguito il fratello, «non sapevamo nemmeno che fosse seguita dagli assistenti sociali». I problemi economici della famiglia erano infatti giunti al Comune, e per questo spesso le veniva offerto aiuto sia per l’acquisto di beni alimentari sia per il pagamento dell’affitto. In particolare era la Caritas che dava un appoggio a Ilaria e alle sue due figlie di 8 e 5 anni. (c.l.)

