Il sindaco: ma quali favori, ecco il dossier

3 Aprile 2016

In Procura l’elenco degli incarichi dal 2011 al 2015. Si dimette anche l’assessore Venturini, da domani gli altri interrogatori

TAGLIACOZZO. «Ma quali favori, abbiamo lavorato alla luce del sole». Una dichiarazione accompagnata da un dossier consegnato in Procura. Il sindaco dimissionario Maurizio Di Marco Testa, arrestato nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione degli appalti pubblici al Comune di Tagliacozzo, affida la sua difesa a nomi, progetti e numeri. Il dossier fa riferimento alle prestazioni affidate dall’amministrazione comunale dal primo giugno 2011 (poco dopo le elezioni) al 30 settembre dell’anno scorso.

Sono state 33 le prestazioni affidate a professionisti: dai 73mila 300 euro per l’ampliamento e i nuovi loculi del cimitero di Tagliacozzo (architetto Mastroddi) ai 720 euro per lo studio geologico relativo al progetto sui loculi del cimitero di Villa San Sebastiano (geologo Casagrande). In questo dossier il nome dell’architetto Carlo Tellone, finito agli arresti domiciliari perché tra i principali indagati, compare due volte: rifacimento tetto e facciata della scuola Bevilacqua (37mila 406,07 euro) e adeguamento antincendio per lo stesso edificio (6.400 euro). Il nome dell’architetto, poi, si ripresenta per altri due incarichi in attesa di finanziamento: realizzazione sala convegni complesso “Villa Paradiso” (2.500 euro) e mitigazione dissesti in via Cupa (9.100 euro).

Numeri e voci che secondo Di Marco Testa, come ribadito nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Maria Proia, stanno a dimostrare «l’assoluta imparzialità nell’assegnare i lavori, visto che hanno lavorato tanti altri professionisti».

Nessun abuso e nessuna intenzione di aiutare gli amici degli amici. Tesi a cui non crede il sostituto procuratore Roberto Savelli che coordina l’inchiesta. Di Marco Testa, che è anche luogotenente della Finanza (attualmente sospeso), ha ottenuto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico dopo una notte trascorsa in carcere. Difeso dall’avvocato Roberto Verdecchia, è accusato di tentata concussione, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. I presunti favori a ditte amiche – una sorta di monopolio nella spartizione di opere pubbliche con evidente ritorno di utilità nel lucrarne vantaggio professionale e, si ritiene, economico, come riportato nell’ordinanza – hanno portato anche all’arresto di Gabriele Venturini, assessore alla Cultura, e Tellone, entrambi di Tagliacozzo, e di Gianpaolo Torrelli, di Celano, capo dell’Ufficio tecnico a Tagliacozzo. Per gli imprenditori Angelo Di Marco, Giancarlo Bonifaci, Maurizio Palmeggiani, Alessandro Di Michele, tutti di Tagliacozzo, e Mauro Volpe, di Barisciano, il gip ha disposto il divieto di esercitare l’attività. Sono indagati il vicesindaco Angelo Poggiogalle, l’attuale assessore ai Lavori pubblici, Antonio Amicucci, la dirigente comunale Anna Calzetta, dell’Aquila, Antonio Mastroddi, Luigi Mastroddi, Giampiero Attili, ex segretario comunale a Tagliacozzo e attualmente in servizio a Celano, e Franco Pasquini, 66 anni di Lanciano. Il sindaco Di Marco Testa ha presentato le proprie irrevocabili dimissioni al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci. Altrettanto ha fatto l’assessore Venturini. Quest’ultimo, assistito dagli avvocati Franco Colucci e Alessandro Fanelli, aspetta di poter chiarire la propria posizione nel corso dell’interrogatorio di garanzia. Tutti gli indagati dovrebbero essere ascoltati a partire da domani. «Il nostro assistito», sottolineano i legali di Venturini, «non ha nulla da nascondere perché ha fatto tutto alla luce del sole. Non ha commesso mai alcun reato».

Fra 20 giorni, salvo clamorosi ripensamenti, il Comune sarà commissariato.

Le indagini dei carabinieri, coordinati dal capitano Edoardo Commandè, non si fermano. Nel mirino vi sarebbero ora delle presunte anomalie per il varo del nuovo piano regolatore.

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