Il sindaco replica a Colella nella battaglia dell’acqua

4 Giugno 2017

CANISTRO. Guerra Santa Croce, Di Paolo contro Colella. Il sindaco di Canistro Angelo Di Paolo si è scagliato contro l’imprenditore Camillo Colella per ribadire la sua contrarietà alle dichiarazioni...

CANISTRO. Guerra Santa Croce, Di Paolo contro Colella. Il sindaco di Canistro Angelo Di Paolo si è scagliato contro l’imprenditore Camillo Colella per ribadire la sua contrarietà alle dichiarazioni e all’atteggiamento avuto negli ultimi tempi. «Colella parla di fatti e di prove che avrebbe offerto in occasione delle sue esternazioni, che sarebbero talmente schiaccianti da dover indurre la magistratura a indagare su un presunto disegno criminoso tra Regione e Comune di Canistro, tra sindacati e lavoratori, tra dirigenti regionali ed esponenti politici. Tutti intenti a tramare contro di lui», continua Di Paolo. «Invero, la magistratura indagherà molto presto, ma non sulle invenzioni di Colella bensì sulle sue gratuite denigrazioni, che saranno oggetto di querela da parte nostra, visto che con la sua ultima esternazione ha offerto ulteriori elementi al fine di qualificare “diffamatorie” le dichiarazioni elargite nella precedente conferenza stampa, specificando in modo inequivocabile che il disegno criminoso contro di lui dalla definita “associazione per delinquere” annovera tra i suoi artefici anche il sindaco di Canistro».
Secondo Di Paolo e i suoi legali «il mirabolante Colella precisa di fondare le sue accuse su fatti e prove. Ebbene, quali siano questi fatti non si riesce proprio a comprenderlo visto che la perdita della concessione della sorgente Sant’Antonio Sponga, come lui e i suoi legali ben sanno, deriva da un provvedimento del Tar che, nel gennaio 2016, ha annullato, su ricorso presentato dal Comune di Canistro, il bando della Regione. Non potrà sfuggire neanche a Colella che in quella circostanza la Santa Croce si è costituita in giudizio al fianco della Regione e contro il Comune di Canistro, che, invece, ricorreva avverso quest’ultima».
Per Di Paolo «quale credibilità può darsi a chi accusa tutto e tutti, cercando la pagliuzza nell’occhio degli altri e ignorando la trave che è nel proprio?. Il muro che ha costruito in questi anni è talmente alto da essere, ormai, visibile a tutti». (e.b.)
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