Il sindaco saluta la Stati Dimissioni al veleno

15 Ottobre 2016

Di Pangrazio: «Mi rendo conto del suo complesso impegno lavorativo» L’ex assessore: «Giunta asservita alle future elezioni di suo fratello»

AVEZZANO. Alle 9.45 di ieri Daniela Stati ha presentato le proprie dimissioni ufficiali dalla giunta comunale di Avezzano. Nel documento sparge altro veleno sottolineando di lasciare «la giunta dei Di Pangrazio’s». La lacerazione politica firmata Daniela Stati è destinata ad avere ripercussioni sulla futura campagna elettorale. Che i rapporti erano tesi lo si era capito da qualche tempo ma in pochi immaginavano un addio tanto repentino. La Stati si è defilata soprattutto perché non accetta lo strapotere del sindaco, una sorta di uomo solo al comando, e del Pd che ha piazzato le proprie pedine nelle stanze dei bottoni dei principali enti sovracomunali, dall’Aciam al Cam. Certamente si preparano altri equilibri in vista delle Comunali 2017. Il sindaco Gianni Di Pangrazio, in questi giorni impegnato a Bari per l’assemblea nazionale dell’Anci (Associazione comuni d’Italia), non si è scomposto più di tanto e ha liquidato la vicenda Stati con un comunicato di poche righe. «Ho appreso la notizia delle dimissioni da assessore comunale di Daniela Stati», dichiara il primo cittadino di Avezzano, «la ringrazio per il lavoro svolto e al contempo, mi rendo conto del suo importante e complesso impegno lavorativo che non le permette di essere presente in Comune, così come vorrebbe. Le faccio i migliori auguri».

E tanti saluti all’ennesimo assessore che lascia il municipio. Raggiunto telefonicamente, Di Pangrazio ha solo aggiunto: «Chi ci sarà per il dopo Stati? Non sveliamolo subito».

Ma in serata è tornata a farsi sentire l’assessore uscente, che da poco ha ricevuto l’incarico di direttrice amministrativa della clinica Ini di Canistro. «Il sindaco mente sapendo di mentire», afferma Daniela Stati, nominata 9 mesi fa, «il mio impegno lavorativo prescinde dalla mia presenza in Comune. Più volte ho chiesto di convocare giunte o al mattino o in altri orari pomeridiani. E invece le giunte si fanno sempre alle 15. Mi è stato risposto che in giunta ci sono assessori che hanno attività commerciale, tipo il coiffeur Antonio Di Fabio. Visto che la giunta non è stata mai spostata, deduco che c’è stata la chiara volontà di non farmi partecipare. Questo perché non è la giunta di Gianni Di Pangrazio, ma è una giunta asservita alle future elezioni del fratello del sindaco (Giuseppe, presidente del consiglio regionale, ndr) alla Camera».

©RIPRODUZIONE RISERVATA