Il sindaco vieta i selfie con l’orsa Peppina
Ordinanza a Pettorano per tutelare l’animale, i suoi cuccioli e i “cacciatori” di foto a tutti i costi
PETTORANO SUL GIZIO. Niente fotografie o inseguimenti all’orso, né luci puntate sul plantigrado per video o scatti d’autore. Un brutto colpo per gli amanti del selfie a tutti i costi con l’ordinanza emessa dal sindaco di Pettorano sul Gizio, Pasquale Franciosa, volta a frenare le frequenti incursioni di questi giorni dell’orsa Peppina e dei suoi cuccioli che sta facendo strage di galline e conigli nelle frazioni al confine con Sulmona. E il sindaco soprattutto per tutelare l’incolumità degli animali ma anche delle persone nel dispositivo ha emanato una serie di divieti invitando allevatori e residenti a dotare pollai e stalle di recinzioni elettrificate e porte rinforzate. Inoltre, il sindaco ha vietato a chiunque di avvicinarsi all’orso bruno, a piedi, in auto o con qualunque altro mezzo a distanze inferiori a cento metri. Non si può illuminare l’orso con qualsiasi mezzo, allo scopo di scattare fotografie o girare filmati. È fatto divieto di ostacolare l’operato delle forze dell’ordine e del personale della Riserva monte Genzana Alto Gizio durante attività di monitoraggio, prevenzione e dissuasione. Infine, l’ordinanza vieta a chiunque di alimentare gli orsi e fa obbligo agli allevatori di custodire adeguatamente i generi alimentari destinati ai loro animali, per prevenire incursioni dell’orso.
«Non siamo nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, né nel territorio della riserva del monte Genzana e non capisco perché gli allevatori dovrebbero munirsi di porte rinforzate», afferma Domenico Ventresca, residente a Vallelarga, «chi paga le spese a carico dell’allevatore? Non capisco perché una piccola minoranza di popolazione debba avere ragione della maggioranza. Finora non è stato fatto mai nulla per riportare l’orso nel Parco d’Abruzzo, se non in modo insufficiente e assolutamente parziale».
«Porte e recinti sono forniti gratuitamente», è la pronta replica dell’ambientalista Mimì D’Aurora, «dalla Riserva e dalle associazioni Dalla Parte dell’Orso e Salviamo l’orso, ora con i fondi della legge regionale 15 del 2016, e in passato forniti a carico delle associazioni e della Riserva».
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