Il sorriso del piccolo Nice amplia la famiglia dei rifugiati

CANSANO. Si rispecchia nel sorriso di Nice, il bimbo figlio di due nigeriani venuto alla luce all’ospedale di Sulmona il 18 febbraio, il volto positivo dell’integrazione. I suoi genitori fanno parte...
CANSANO. Si rispecchia nel sorriso di Nice, il bimbo figlio di due nigeriani venuto alla luce all’ospedale di Sulmona il 18 febbraio, il volto positivo dell’integrazione. I suoi genitori fanno parte del programma integrato Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) tra i comuni di Campo di Giove e Cansano, dove la famiglia nigeriana vive. La nascita rappresenta per i sindaci di Campo di Giove, Giovanni Di Mascio, e di Cansano, Mario Ciampaglione, assieme al presidente della Horizon service Gennarino Settevendemmie, un esempio di integrazione positiva e di inserimento nel tessuto sociale andato a buon fine. «Nice è l’ultimo arrivato ed è un po’ figlio di tutti i cittadini di Cansano, che, insieme a Campo di Giove, è una delle comunità che dalla scorsa primavera ha scelto coraggiosamente di accogliere e di integrare», intervengono Di Mascio, Ciampaglione e Settevendemmie. «La nascita di questo bimbo rappresenta un nuovo seme di speranza nel solco di quella sana e costruttiva accoglienza fondata su valori e rispetto reciproco, un nuovo inizio che ci auguriamo possa essere di buona vita. Un proverbio africano dice “per far crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”. Cansano e Campo di Giove ben rappresentano quel villaggio, che sostiene le nuove famiglie. La famiglia dello Sprar si allarga e cresce col sostegno di tutta la comunità».
Campo di Giove, Cansano e la Horizon service (Società cooperativa sociale di Sulmona) hanno attivato dalla scorsa primavera un programma triennale di accoglienza attraverso il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Nei due comuni hanno trovato ospitalità 4 famiglie, una delle quali è ora cresciuta con l’arrivo del piccolo Nice. (f.p.)
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