Il sottosegretario Vacca visita la frazione di Onna

Il rappresentante del governo incalzato dai cittadini su alcune delle priorità dice: «Ritardi inaccettabili, la politica è stata latente. La forza della comunità è viva»
ONNA. Il sottosegretario ai beni culturali Gianluca Vacca si è recato ieri mattina nella frazione di Onna. Il rappresentante del governo è stato accolto dai rappresentanti delle associazioni locali – in particolare dalla presidente di Onna Onlus Margherita Nardecchia Marzolo e dal presidente della Pro loco Vincenzo Angelone – e dal parroco don Cesare Cardozo Pina. Gianluca Vacca ha visitato la chiesa parrocchiale – riaperta nel 2016 dopo i lavori di ricostruzione e restauro finanziati dal governo tedesco – e ha apprezzato molto quanto fatto. Gli onnesi hanno però chiesto un intervento del sottosegretario per avviare alcune opere, previste da tempo e per le quali c’è disponibilità di fondi, necessarie a impedire che l’umidità possa rovinare delle tele e dei reliquiari splendidamente restaurati, ma già aggrediti dalla muffa. Il sottosegretario ha poi sostato nella casa della cultura e in particolare nei due locali allestiti con i reperti degli scavi archeologici della Piana di Bazzano.
In questi giorni, in occasione del Decennale del terremoto, sono state allestite anche mostre fotografiche ed è aperto pure il piccolo museo della civiltà contadina. Per quanto riguarda la ricostruzione Vacca ha garantito l’impegno del governo per accelerare le procedure e quindi far sì che anche Onna, frazione che a 10 anni dal terremoto è ricostruita per meno di un terzo, possa guardare al futuro con maggiore fiducia. Al sottosegretario è stato fatto vedere un prezioso portale che sta cadendo a pezzi e che deve essere messo in sicurezza al più presto perché rappresenta un pericolo per la pubblica incolumità visto che si trova a ridosso di via del Martiri la strada principale del centro storico. Tra le problematiche sottoposte all’uomo di governo anche quella di avere le progettazioni dei sottoservizi e degli spazi pubblici essenziali per far sì che gli onnesi possano riappropriarsi dei luoghi in cui “ricostruire” anche l’identità della comunità oltre che gli edifici.
«Un invito», dichiara il sottosegretario, «che ho accolto con molto piacere, quello dei cittadini e delle associazioni di Onna che per voce del giornalista Giustino Parisse mi hanno dato la possibilità di vedere in prima persona lo stato di quello che è il luogo simbolo del terremoto del 2009. Oggi, a pochi giorni dal decennale, ho potuto constatare che i lavori di ricostruzione sono ancora molto lontani dall’essere completati, un ritardo inaccettabile che dimostra come in quasi 10 anni la politica italiana è stata latente e lenta. La forza della comunità, al contrario, è stata costante e determinante. Ho incontrato chi dieci anni fa ha perso i propri cari, la propria casa, il proprio lavoro, ho voluto capire come aiutare una comunità che ha ancora ferite profonde. L’impegno che ho preso è quello di sbloccare quanto prima i fondi che già sono stati stanziati ma che non sono stati ancora spesi per lungaggini burocratiche. Poi c’è il problema della mancanza di personale, soprattutto per la ricostruzione del patrimonio culturale. Pure su questo abbiamo stanziato in legge di bilancio risorse per dotare le strutture periferiche del Mibac di personale aggiuntivo. Occorre però accelerare, perché di tempo ne è già passato troppo ed alcuni interventi sono di fattibile risoluzione in tempi relativamente brevi. Onna», ha concluso, «non deve essere lasciata più sola».

