Il superboss e l’ipotesi ricovero: delibera Asl sui lavori in ospedale

Intervento da 50mila euro, seconda spesa aggiuntiva prevista per potenziare la videosorveglianza Il primo sopralluogo tre giorni dopo l’arresto del latitante, poi autorizzazioni concesse d’urgenza
L’AQUILA. Matteo Messina Denaro è stato arrestato a Palermo la mattina del 16 gennaio 2023. A sera era già all’Aquila, nel carcere “Le Costarelle di Preturo” quasi interamente occupato da detenuti in regime di carcere duro. Il giorno dopo il Nucleo di polizia penitenziaria ha scritto alla Asl mettendo in evidenza che «il reparto detenuti dell’ospedale dell’Aquila necessita di interventi di adeguamento e miglioramento». Una coincidenza? Probabilmente no.
La presenza nel carcere di Preturo del boss e la previsione (che già allora era una certezza) che Messina Denaro avrebbe dovuto far ricorso a cure in ospedale fecero sì che il 19 gennaio 2023 ci fu un sopralluogo di un tecnico incaricato dalla Asl «alla presenza del personale del Nucleo penitenziario volto alla stesura di un verbale nel quale fossero indicate tutte le lavorazioni necessarie alla sistemazione delle problematiche emerse».
Il verbale fu trasmesso al comandante del Nucleo penitenziario «che lo ha autorizzato e ritrasmesso alla Asl» già il 20 gennaio. Tutti questi passaggi sono messi nero su bianco in una delibera Asl. Dalla stessa delibera si apprende che i lavori sono costati circa 50.000 euro, a cui va aggiunta la cifra spesa per la videosorveglianza. «Per motivi di urgenza», si legge nella delibera, «è stato chiesto a una ditta esperta del settore il preventivo per l’esecuzione dei lavori al fine di quantificare la spesa; in data 2 febbraio è pervenuto il preventivo che è stato posto con immediatezza all'attenzione del direttore generale. Trasmesso il preventivo in direzione generale, per urgenti motivazioni, sono stati autorizzati immediatamente i lavori per la sistemazione delle telecamere e la sostituzione dei monitor di visualizzazione delle immagini, interne ed esterne». Come si vede la parola urgenza ricorre spesso. E la cosa è giustificata solo dalla presenza all’Aquila del criminale mafioso.
«I lavori per la realizzazione del sistema di videosorveglianza sono stati autorizzati il 21 febbraio», si sottolinea nel documento, «e sono terminati il 7 aprile. Risolto il preminente problema della videosorveglianza è necessario procedere alla esecuzione delle altre lavorazioni e in particolare all’accesso dalla scala esterna posta a lato sud dell’edificio L4. Il direttore generale il 24 maggio ha autorizzato le lavorazioni necessarie alla sistemazione dell’ingresso esterno al reparto detenuti e più precisamente: demolizione del muro esistente; rimozione del cancello esistente; realizzazione di un nuovo muro per chiudere la parte laterale; realizzazione di un cancello scorrevole di 4 metri con apertura a motore; posizionamento di recinzione sopra i muri realizzati; realizzazione di un nuovo infisso per l’accesso alla scala esterna».
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