Il Tar boccia il ricorso delle ditte locali

6 Marzo 2020

SCANNO. Gli imprenditori edili locali non potranno accedere al finanziamento di 5 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza del territorio e degli edifici di Scanno. Il Tribunale...

SCANNO. Gli imprenditori edili locali non potranno accedere al finanziamento di 5 milioni di euro per i lavori di messa in sicurezza del territorio e degli edifici di Scanno. Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) ha dato ragione al Comune, bocciando la richiesta delle quattro ditte scannesi (Nunzio Mancinelli&C., Ascanio Di Franco, F.lli Colarossi e Liborio Gavita) che si erano rivolte ai giudici per ottenere l’annullamento delle nuove procedure negoziate con le quali gli uffici municipali tramite gli elenchi Asmel avevano affidato le numerose opere solo ad imprese di fuori. Il Tar, pur non esprimendosi nel merito ma riconoscendo le ragioni dei ricorrenti, ha rifiutato il reclamo delle ditte scannesi perché, essendo il ricorso collettivo, avrebbe comunque scontentato uno dei quattro attori ricorrenti. «Si è quindi ritenuto», si legge nella sentenza, «inammissibile il ricorso collettivo nell’ipotesi in cui l’accoglimento della domanda di una parte dei ricorrenti sarebbe logicamente incompatibile con quella degli altri, restando quindi preclusa una pronuncia di merito per l’evidente ragione che al giudice non è consentito scegliere a quale dei ricorrenti accordare tutela». Le opere di messa in sicurezza da realizzare riguardano le aste fluviali del Tasso e del torrente Carapale. E, ancora, l’edificio museale comunale, la mediateca, le aree a rischio idrogeologico, le strade di Frattura, le rive del lago di Scanno e la strada Circumlacuale, il cimitero, le località montane Le Prata e Passo Godi e l’ex edificio delle Anime Sante. Il maxi finanziamento aveva creato in paese tante aspettative per un rilancio dell’edilizia. Ma prima il Comune e poi il Tar hanno spento le speranze degli imprenditori locali, che ora dovranno far fronte anche alle spese legali. (m.lav.)
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