Il Tar non ferma la Snam Ambientalisti “bocciati”

10 Marzo 2023

Respinto dal Tribunale amministrativo del Lazio il ricorso dei comitati cittadini Pizzola: sentenza iniqua, ma la nostra battaglia a difesa del territorio va avanti

SULMONA. I giudici del Tribunale amministrativo del Lazio hanno respinto il ricorso presentato dai Comitati cittadini per l’ambiente contro la concessione dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale), relativa alla centrale di compressione Snam. A darne notizia sono gli stessi comitati. «La sentenza del Tar», affermano in una nota, «non ferma certamente la nostra lotta, che dura ormai da 15 anni, per impedire la realizzazione della centrale e del metanodotto». Secondo gli ambientalisti si tratta di una sentenza illogica, iniqua e con molte incongruenze. «I 10 punti del ricorso meritavano una ben diversa valutazione, e tra essi ne spiccano almeno tre», afferma il portavoce Mario Pizzola. «Per quanto riguarda il rischio sismico il Tar afferma che nella realizzazione dell’opera, la Snam si adeguerà ai parametri più stringenti stabiliti dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Ci mancherebbe che non lo facesse. Il problema è un altro: gli elaborati presentati dalla Snam sulla sismicità dell’area della centrale erano del tutto inadeguati ed è su questi che è stata rilasciata l’Aia». Per gli ambientalisti lo studio dell’Ingv, che ha ribaltato radicalmente quello della Snam, sarebbe stato consegnato dopo la conclusione del procedimento Aia. «A fronte di questo fondamentale fatto nuovo, di cui si era però a conoscenza, la procedura non poteva essere chiusa, ed è pertanto inaccettabile la decisione del Tar», prosegue Pizzola. «Altra assurdità è quella relativa alla presenza dell’orso nell’area della centrale. Il Tar sostiene che gli effetti negativi sulla fauna protetta, quindi anche sull’orso bruno marsicano, specie ad altissimo rischio di estinzione, sono stati considerati in sede di Valutazione di impatto ambientale. Il che è impossibile, perché la Via è stata rilasciata il 7 marzo 2011, mentre il rapporto dei Parchi nazionali della Maiella, Pnalm e Riserva del Genzana attesta che la presenza dell’orso nell’area della centrale è accertata scientificamente a partire dal 2012 e che da allora la stessa area è un importante corridoio faunistico per l’orso».
Per quanto concerne l’impatto della centrale sulla qualità dell’aria e sull’ambiente, il Tar addossa al Comune di Sulmona la responsabilità di non aver fornito delle prescrizioni sanitarie al riguardo. Ma dagli atti del procedimento Aia risulterebbe chiaramente che il Comune aveva chiesto un rinvio della Conferenza dei servizi conclusiva in quanto la Asl, organo tecnico a supporto del Comune, era impossibilitata a relazionare nel merito perché impegnata nelle problematiche relative al Covid. «Ormai è tutto chiaro», incalzano gli ambientalisti, «il nostro è un territorio che va sacrificato. La democrazia e i diritti fondamentali dei cittadini vengono calpestati brutalmente da un governo che (al pari di quelli precedenti) dimostra ogni giorno di più di essere totalmente asservito agli interessi delle grandi società del settore fossile. E tutto questo avviene nel silenzio della politica e delle istituzioni locali».
Ma, come annunciato, la battaglia civile e non violenta dei comitati cittadini non si ferma: domani gli ambientalisti sulmonesi si ritroveranno a Piombino nella manifestazione nazionale per la difesa del clima, per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per la rapida dismissione dei combustibili fossili «che», affermano, «stanno portando al collasso il pianeta.
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