Il tribunale unico raccoglie il no di avvocati e sindaci

Il presidente dell’Ordine, Tedeschi: «La sede di Sulmona dev’essere salvata» Casini: «La nostra battaglia andrà avanti e l’obiettivo è sempre lo stesso»
SULMONA. La proposta del tribunale unico Sulmona-Avezzano non convince le istituzioni sulmonesi e non piace alla gente. L’avvio alle prove di dialogo col Foro marsicano è stato deciso nell’ultima assemblea degli avvocati di Sulmona. Il sindaco Anamaria Casini è la prima a precisare che la battaglia continua in difesa del tribunale sulmonese e nel solco del percorso istituzionale già avviato. «È stato avviato un tavolo regionale e noi intendiamo proseguire su quella strada», ricorda il sindaco, «dunque per noi la priorità resta la salvaguardia del tribunale di Sulmona, senza se e senza ma. Del resto, sono diversi gli incontri avviati e ora il nostro intento è quello di finalizzare un risultato a stretto giro». Il riferimento del sindaco è all’emendamento contenente l’ulteriore proroga di altri tre anni che dovrebbe andare all’esame delle due Camere. «Un’ulteriore proroga ci consentirebbe di poter lavorare con maggiore tranquillità e organicità a una proposta di salvataggio definitivo», aggiunge Casini. «Questo dev’essere l’obiettivo che va perseguito da tutto il nostro territorio». Anche il vicesindaco e avvocato Mariella Iommi rilancia la questione della salvezza di Palazzo Capograssi. «In questa fase delicata il nostro obiettivo dev’essere quello della battaglia in difesa del tribunale», spiega, «una missione che deve restare comune e condivisa».
Del resto, lo stesso presidente dell’Ordine degli Avvocati Gabriele Tedeschi, per sgomberare il campo da possibili equivoci, si è affrettato a precisare «il principio secondo cui il tribunale di Sulmona deve e dovrà essere salvato». Molto critico è l’avvocato Uberto Di Pillo. «Sono dovuto andare l’altra mattina al tribunale dell’Aquila, percorrendo 70 chilometri nella steppa siberiana all’andata e altrettanti al ritorno», commenta. «È chiaro che la riforma giudiziaria che prevede la chiusura del tribunale di Sulmona non può funzionare». Anche gli amministratori del territorio rilanciano la salvaguardia del tribunale sulmonese, come fa il sindaco di Pacentro Guido Angelilli. «Per me ogni strada che porti alla salvezza del tribunale può andar bene, l’obiettivo dev’essere questo, per il resto non mi sento di interferire con gli addetti ai lavori». L’obiettivo, dunque, resta quello di una ulteriore proroga dalla prima deroga alla chiusura, che arrivò in seguito al terremoto del 2009. Da allora sono passati otto anni e alla chiusura di Palazzo Capograssi, fissata per settembre 2018, mancano appena 20 mesi. Preoccupati anche i commercianti, periti e liberi professionisti che ruotano attorno al tribunale e al suo indotto di circa 8 milioni di euro.
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