Il vento riaccende il rogo tra Roio e Lucoli, fiamme anche nella Marsica: emergenza in Abruzzo

Di nuovo allarme incendi in provincia dell’Aquila. E tornano le polemiche. Una riunione urgente della Commissione di Vigilanza "per fare piena luce sulla gestione dell'emergenza e verificare il funzionamento del sistema regionale di Protezione Civile e Antincendio Boschivo" è stata chiesta dai consiglieri regionali di opposizione
L’AQUILA. E' di nuovo allarme incendi nell'Aquilano: dopo una tregua di poche ore, le fiamme, alimentate anche dal vento caldo, hanno ripreso vigore, facendo tornare la preoccupazione che da giorni interessa la comunità aquilana nella frazione di Roio, nel territorio comunale dell'Aquila, dove stamani è stato trovato un innesco in un punto chiamato 'ceracittu'.
Le fiamme, che sembravano essere sotto controllo nella prima parte della giornata, continuano a propagarsi in un territorio in cui sono già andati distrutti 1.600 ettari di pascoli d'alta quota e boschi.
n questo momento nella zona sono operativi due canadair e un elicottero, anche se in precedenza i mezzi aerei non hanno potuto agire a causa di un temporale.
Intanto, le fiamme sono tornate anche nella Marsica, ancora in provincia dell'Aquila: nei comuni di Pescina e Collarmele sono in azione due canadair. Il rogo che preoccupa di più, è partito il 22 luglio scorso nel comune di Lucoli, a più riprese alimentato dal vento e dal caldo, che ha poi superato le montagne arrivando a ridosso delle frazioni del capoluogo di Roio e Bagno. Dalla città le fiamme e il fumo sono visibili.
COMMISSIONE. Insieme alla fiamme tornano anche le polemiche politiche per gli incendi nell'Aquilano: una riunione urgente della Commissione di Vigilanza "per fare piena luce sulla gestione dell'emergenza incendi che da giorni interessa il territorio compreso tra Rocca di Mezzo, Lucoli, Roio e Bagno e verificare il funzionamento del sistema regionale di Protezione Civile e Antincendio Boschivo" è stata chiesta dai consiglieri regionali di opposizione, Pierpaolo Pietrucci, del Pd, e Giovanni Cavallari, di Abruzzo insieme che hanno inviato la istanza al presidente dell'organismo, Sandro Mariani. "Non chiediamo una commissione per alimentare polemiche o cercare colpevoli - spiegano Pietrucci e Cavallari - ma perché riteniamo doveroso verificare se il sistema regionale abbia funzionato con la necessaria tempestività ed efficacia e se da questa vicenda emergano criticità organizzative che impongono correttivi immediati". "Proprio perché il lavoro svolto dagli operatori sul campo merita il massimo rispetto - proseguono i consiglieri - riteniamo necessario capire se l'organizzazione complessiva del sistema abbia risposto in modo adeguato a un'emergenza di queste dimensioni. Le numerose testimonianze raccolte in questi giorni da amministratori locali, volontari e operatori pongono interrogativi sui tempi di intervento, sul coordinamento, sulla disponibilità dei mezzi aerei, sul coordinamento tra le diverse strutture coinvolte e sulla gestione delle operazioni di bonifica. Sono aspetti che il Consiglio regionale ha il dovere di approfondire." Secondo i due esponenti di centrosinistra, la Commissione di Vigilanza sarà chiamata a ricostruire l'intera gestione dell'emergenza, verificando la cronologia delle decisioni assunte dalla Sala Operativa Unificata Permanente, le modalità di attivazione del sistema regionale antincendio boschivo, la disponibilità e l'impiego dei mezzi aerei e delle squadre operative, il coordinamento tra Agenzia regionale di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Carabinieri Forestali, volontariato organizzato, Comuni e Prefettura, oltre alle attività di bonifica e all'adeguatezza dell'attuale Piano regionale Antincendio Boschivo. Per questo chiedono che vengano ascoltati il direttore dell'Agenzia regionale di Protezione Civile, Maurizio Scelli, i dirigenti regionali competenti, i sindaci dei Comuni interessati, i rappresentanti del volontariato di Protezione Civile, le squadre convenzionate con la Regione, i tecnici della Sala Operativa regionale, gli esponenti della rete dei volontari e le organizzazioni sindacali.
VERTICE IN PREFETTURA.
Sulla emergenza incendi nell'Aquilano si è svolto un vertice in prefettura all'Aquila. In particolare, come comunica l'ufficio stampa, si è nuovamente riunito il tavolo di coordinamento istituito per monitorare la situazione che - come emerso dalla ricognizione effettuata nel pomeriggio di ieri - denotava un netto miglioramento. Anche la Prefettura guidata da Vito Cusumano, dopo un iniziale ottimismo, ha dovuto sottolineare che "proseguono le operazioni di contrasto agli incendi che da giorni interessano il territorio aquilano". Tutto ciò dopo che il vasto fronte degli incendi risultava contrastato efficacemente dalle continue operazioni di spegnimento effettuate con i lanci aerei dei canadair della Protezione civile. Nella riunione odierna si è comunque preso atto "di tale importante risultato e sono state definite le ulteriori azioni operative ritenute tecnicamente ancora necessarie, essendo rimasti alcuni punti che sprigionano fumi, mantenuti a distanza di sicurezza da aree boschive e luoghi abitati dalle squadre impegnate - con grande impegno professionalità - nella gestione degli interventi, in relazione all'evolversi della situazione influenzata dalle temperature e dai venti. Al momento le principali criticità si registrano nel territorio del Comune di Rocca di Mezzo e sul versante montano della frazione aquilana di Roio, dove alcuni focolai hanno ripreso vigore alimentati dal vento, rendendo necessario il proseguimento delle attività di spegnimento e bonifica.
Tutte le componenti del sistema di Protezione civile continuano ad operare in stretto coordinamento, ciascuna secondo le rispettive competenze. Le attività vedono impegnati l'Agenzia regionale di Protezione civile, la Provincia dell'Aquila, i Comuni dell'Aquila, di Lucoli e di Rocca di Mezzo, la Questura, il Comando provinciale dei Carabinieri ed il Gruppo Forestale, il Comando provinciale della Guardia di Finanza, il Comando dei Vigili del Fuoco, il Comando Militare Esercito "Abruzzo e Molise", il 9° Reggimento Alpini e i volontari della Protezione civile, oltre a tutte le strutture operative presenti sul territorio. L'Esercito e il 9° Reggimento Alpini prestano supporto alle operazioni a terra, per creare linee tagliafuoco, con personale e mezzi specializzati, in stretto raccordo con i Vigili del Fuoco e con il sistema regionale di Protezione civile, mentre proseguono gli interventi dei mezzi aerei. I Comuni interessati assicurano, attraverso le proprie strutture, il costante raccordo con gli enti coinvolti e il supporto logistico alle operazioni, con personale e mezzi messi a disposizione fin dalle prime fasi dell'emergenza. "L'evoluzione della situazione rimane attentamente e costantemente monitorata dagli organismi competenti, che continuano a presidiare il territorio e modulano l'impiego delle proprie strutture in relazione alle esigenze presenti nelle aree interessate - conclude la nota.

