Il vescovo ai sindaci: lavorate uniti non pensate solo ai vostri interessi

3 Aprile 2022

Monsignor Massaro ai primi cittadini della Marsica: «Sburocratizziamoci, dobbiamo essere più capaci di rispondere alle esigenze delle comunità». Consegnati questionari ai rappresentanti dei Comuni

AVEZZANO. La diocesi stringe un patto con i sindaci con l’obiettivo di rispondere alle esigenze delle comunità locali. Uno sguardo sui più fragili, un occhio vigile sui giovani e poi il desiderio comune di fare rete per il futuro dell’intera Marsica. Il cammino verso il Sinodo della Chiesa locale ha coinvolto anche gli amministratori. Ieri mattina il vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, ha convocato i rappresentanti istituzionali del territorio nel teatro dell’istituto Don Orione.
I LAVORI
Gli amministratori sono stati divisi per gruppi – quattro in totale – e a ognuno sono stati affiancati i responsabili degli uffici di pastorale sociale e del lavoro, giovanile e Caritas: Nicola Gallotti, Michele Celeste, Maria Giampietro, Enrico Michetti, don Antonio Allegritti, Beatrice D’Ignazio, Lidia Di Pietro e Angelo Riccitelli. Insieme hanno discusso su come ogni giorno, nelle varie comunità, la Chiesa e le amministrazioni interagiscono tra loro. Ai sindaci è stata consegnata l’Enciclica di papa Francesco “Fratelli tutti”, oltre a dei moduli da riempire per capire quali sono le potenzialità per future collaborazioni e quali sono gli impegni che possono essere presi per la tutela dei diritti, l’educazione e l’assistenza ai fragili.
SODDISFAZIONE DAI SINDACI
«È stato un incontro molto costruttivo», ha commentato il sindaco di Pescina, Mirko Zauri, «soprattutto perché ci ha permesso di avere un confronto con la diocesi e con gli altri amministratori. Abbiamo parlato dell’importanza di ricreare delle realtà come gli oratori, per togliere i ragazzi dalle strade e farli tornare a giocare in spazi comuni, ma anche della possibilità di affrontare con la Chiesa locale le varie problematiche sociali che emergono ogni giorno». Per il primo cittadino di Ortucchio, Raffaele Favoriti «è stata un’esperienza mai fatta prima e da ripetere. È emersa la necessità di fare squadra per affrontare e risolvere i problemi che possono sorgere in una comunità e nell'intera diocesi. Noi siamo stati fortunati perché abbiamo avuto per dodici anni don Adriano e da quindici anni abbiamo padre Riziero e con entrambe abbiamo sempre collaborato, per un paese come il nostro questo è fondamentale». Secondo il sindaco di Capistrello, Francesco Ciciotti, «l’iniziativa ha avvicinato la Chiesa alla parte politico-amministrativa di ciascun Comune e ha creato i presupposti per fare meglio in ciascuna comunità. Ci devono essere dei punti d’incontro con le parrocchie per ricostruire quelle realtà come per esempio i gruppi sportivi e le associazioni dove un tempo i giovani crescevano».
IL MESSAGGIO DEL VESCOVO
Il vescovo Massaro, dopo aver ascoltato i lavori nei vari tavoli, ha tirato le somme e si è rivolto agli amministratori riuniti nel teatro don Orione. «Oggi noi, Chiesa locale, vogliamo metterci in vostro ascolto», ha affermato Massaro, «vogliamo superare un vecchio modo di fare politica, quello legato ad alcune logiche che appartengono certamente al passato, quando ciascuno è ripiegato esclusivamente sui propri interessi senza fare rete. È un modo di fare che non porta da nessuna parte e oggi, più che mai, risulta svantaggioso per le fasce più deboli della nostra comunità. Per essere proficui nel nostro impegno è necessario lavorare insieme. È necessario lavorare insieme tra voi sindaci della Marsica. Ed è necessario lavorare insieme tra voi e noi, tra comunità ecclesiale e comunità civile, nel rispetto di quelle che sono le finalità di ciascuno». Il vescovo ha ricordato che «occorre ripartire insieme in maniera costruttiva, da soli non si va da nessuna parte. Il territorio marsicano è un territorio legato alla Chiesa locale e alla tradizione, tanto che spesso i comitati di quartiere in città corrispondono ai confini delle parrocchie. In qualche piccolo paesino se chiude l’oratorio non ci sono più centri di aggregazione per i bambini». L’auspicio del presule è quello di una maggiore collaborazione tra Chiesa e istituzioni nell’auspicio che questo percorso possa «sburocratizzarsi per essere più capaci di rispondere alle esigenze della comunità per un rinnovamento che porti a una Chiesa più smart, capace di dare risposte».
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