Il vescovo Fusco incontra i volontari Caritas

Sono alcune centinaia, nelle varie parrocchie, per 2mila assistiti. Alla mensa 30 pasti caldi al giorno
SULMONA. «Ogni Caritas rappresenta il lavoro, le povertà e le risorse di ciascun territorio». Lo ha detto il vescovo Michele Fusco, nell’incontro che ha avuto con i volontari delle Caritas parrocchiali.
Un incontro molto partecipato, animato dalle esperienze portate dalle diverse centinaia di persone che ogni giorno danno una mano volontariamente nelle parrocchie della Diocesi di Sulmona-Valva, oltre alle 15 che ogni giorno servono alla mensa diocesana, non dimenticando mai di sorridere. Sono più di 30 i pasti caldi serviti ogni giorno dalla mensa della Caritas, aperta tutti i giorni a pranzo, in via di Porta Romana, e rimessa a nuovo a settembre. Tra gli ospiti abituali ci sono soprattutto persone della zona, che vivono in una condizione di disagio sociale non essendo abili al lavoro, o che lo hanno perso negli ultimi anni o non lo hanno mai trovato. Nella mensa diocesana viene servito gratuitamente un pasto caldo e abbondante; si accede attraverso un permesso, che viene rilasciato dal Centro di ascolto diocesano. Una particolare attenzione viene prestata al cibo: si tiene conto, infatti, delle abitudini alimentari degli ospiti, nel rispetto della loro tradizione religiosa. In considerazione della presenza di musulmani, ad esempio, non vengono mai serviti carne di maiale, né vino. Dalle statistiche della mensa diocesana, è possibile tracciare l'identikit dei nuovi poveri del Centro Abruzzo. Dal 2011 il numero dei cosiddetti nuovi poveri è quadruplicato, raggiungendo i 2.000 assistiti, 1.500 in più rispetto all'anno precedente. Erano, infatti, 500 nel 2010, 300 nel 2009 e 188 nel 2008. La gran parte di queste persone è di Sulmona ed entra nella mensa passando dall’ingresso posteriore del Vescovado, per discrezione; ma non mancano gli stranieri, soprattutto i romeni, che rappresentano in città una delle comunità più numerose. Gli assistiti sono soprattutto sposati, giovani coppie o famiglie in cui uno dei componenti ha perso il lavoro, ma anche pensionati soli. (f.p.)
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