Il vescovo Massaro ai marsicani: «Siate rispettosi, vogliatemi bene»

4 Ottobre 2021

Cerimonia d’insediamento. Le prime parole per i detenuti: «Tutti abbiamo un orizzonte davanti» Cattedrale e piazza Risorgimento gremite. L’uscente Santoro: accenda questa terra nella speranza

AVEZZANO. «Non credete a chi vi sussurra non puoi farcela, tutti abbiamo un orizzonte davanti, aprite le porte del cuore e guardatelo». È questo il messaggio che il nuovo vescovo dei Marsi, monsignor Giovanni Massaro, ha lasciato ai detenuti del carcere di Avezzano. Parole cariche di speranza che il Pastore della Chiesa dei Marsi ha riservato anche ai fedeli riuniti in cattedrale tra la commozione e la gratitudine.
I DUE SEGNI
Ha scelto di aprire il suo ministero entrando nella casa circondariale San Nicola, fermandosi poi nella casa d’accoglienza Fratelli tutti. Due segni importanti che hanno dato un indirizzo preciso al suo vescovato. Dopo una preghiera nella chiesa di San Giovanni, il pastore Massaro, accompagnato da don Francesco Tudini e don Francesco Tallarico, ha varcato le porte del carcere dove ad attenderlo c’era la direttrice Maria Celeste D’Orazio. Massaro ha avuto modo di incontrare alcuni detenuti e di ricordare loro che «Gesù li ama e vuole per loro un futuro migliore». Subito dopo ha visitato la casa d’accoglienza di via Genova con il direttore della Caritas, don Carmine Di Bernardo.
IL PASSAGGIO
Un corteo dal Comune di Avezzano ha raggiunto la cattedrale. A guidarlo il vescovo Massaro con accanto il vice sindaco facente funzioni di sindaco Domenico Di Berardino, il sindaco di Andria, Giovanna Bruno, e tutti i sindaci del territorio. Applausi, incoraggiamenti e tanti grazie hanno caratterizzato la passeggiata che si è conclusa in cattedrale dove già i fedeli della Marsica e la delegazione di fedeli e sacerdoti di Andria, città natale di Massaro, lo attendevano. Dal portale principale della cattedrale hanno fatto ingresso i diaconi e i sacerdoti marsicani, il cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila, monsignor Antonio D’Angelo, vescovo ausiliare dell’Aquila, monsignor Emidio Cipollone, arcivescovo di Lanciano-Ortona, monsignor Michele Fusco, vescovo di Sulmona-Valva, monsignor Luigi Renna, vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano e monsignor Armando Dini, già vescovo di Avezzano. Massaro si è soffermato a baciare la croce tenuta da don Claide Berardi, parroco della cattedrale, e poi ha benedetto sorridente i presenti riservando uno sguardo carico di emozione alla sua famiglia. Il vescovo emerito, monsignor Pietro Santoro, gli ha dato il benvenuto affidandogli la terra dei Marsi «affinché la custodisca nella fede e la accenda nella speranza». Dopo un abbraccio fraterno tra i due vescovi, don Ennio Grossi, cancelliere vescovile, ha letto l’atto di nomina di papa Francesco e il rappresentante di una confraternita, Alfredo Milone, una giovane, Beatrice D’Ignazio, e una coppia, Andrea Rodorigo e Alessandra Rocchi, si sono presentati al neo vescovo in rappresentanza della Marsica.
LE PRIME PAROLE
Una celebrazione molto sentita e partecipata, accompagnata dall’Orchestra giovanile della diocesi e dal coro Decima sinfonia di Pescasseroli, è stata arricchita dalle parole del vescovo. Il primo grazie è andato al predecessore Santoro «per tutto il bene che ha fatto», poi ai sindaci e alle forze dell’ordine «per il servizio a questo popolo che ci fa sentire in comunione di intenti» e quindi ai giovani perché «la Chiesa ha bisogno della vostra intuizione». «Vi chiedo di volermi bene così come sono», ha continuato, «di essere clementi davanti alle mie fragilità. Chiedo a tutti di intessere insieme relazioni leali, rispettose, franche in un clima di amore sincero. La pandemia ci ha aiutato a prendere coscienza che la grande paura che ogni uomo si porta dentro è la paura della solitudine. L’essere umano ha bisogno di perdersi nell’amore. Non sono qui a dare un programma, il programma si fa insieme dal basso e con la gente».
IL BENVENUTO
Al termine della celebrazione, il vescovo ha benedetto i presenti uscendo anche fuori dalla cattedrale e abbracciando i tanti in piazza Risorgimento. Prima però ha ricevuto parole di accoglienza da Di Berardino, dalla madre Donatella Di Marzio, abbadessa del convento dei Santi Cosma e Damiano di Tagliacozzo che gli ha consegnato in dono un anello da parte della diocesi, e dal padre ortodosso Daniel Mititelu.
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