Il vescovo: Sulmona mio primo amore

Da ottobre Monsignor Spina ad Ancona, oggi cerimonia a San Panfilo. Ed è corsa al successore: in lizza don Cilli da Pescara
SULMONA. Il pastore della diocesi se ne va. Per dieci anni ha rappresentato una guida per i fedeli nella terra di Celestino V e quegli stessi fedeli oggi possono salutarlo alle 18 nella cattedrale di San Panfilo in occasione della messa di congedo. Il vescovo Angelo Spina dal primo ottobre lascerà la guida della diocesi di Sulmona-Valva per diventare arcivescovo metropolita della diocesi di Ancona-Osimo.
«LASCIO CON SERENITÀ». «Al termine di questi dieci anni lascio con grande serenità perché vengo chiamato dalla Chiesa e dal Papa, che è la voce di Dio. Posso dire però che il primo amore non si scorda mai». Con queste parole si appresta a chiudere il suo mandato episcopale in diocesi in vista del suo ingresso ad Ancona. «Quello che ho vissuto qui è stato così bello, così grande e inaspettato ed è tutta grazia di Dio e per niente mio merito», aggiunge monsignor Spina. «Andando via non posso fare altro che benedire questa terra, questa diocesi, questa gente, tutti i paesi e la città di Sulmona».
GLI EVENTI SALIENTI. Impossibile non ripercorrere gli eventi salienti del suo ministero: dalla visita del Papa emerito Benedetto XVI alle opere realizzate. Tra queste spiccano il Centro pastorale diocesano, la Casa sacerdotale (riservata ai prelati anziani), Casa Zaccheo (la struttura in costruzione per persone bisognose), il restauro della basilica di San Panfilo e la ristrutturazione della mensa diocesana.
L’IMPEGNO PER GLI ALTRI. Appena arrivato, il vescovo organizzò una Via Crucis in piazza Garibaldi sulla disoccupazione, inaugurando la fase di impegno sociale che lo avrebbe contraddistinto per i successivi dieci anni. Tanti sono stati i suoi interventi a favore della tutela ambientale e contro gli insediamenti giudicati impattanti come quello della Snam, ma anche i moniti ai politici a fare di più per il territorio, sottolineando la necessità di tutelare i presìdi culturali, l’ospedale, il tribunale. Non sono mancate nemmeno le proteste quando al suo arrivo ha “asciugato” le processioni pasquali da quelle tradizioni che poco avevano a che fare col rito religioso, o quelle per i trasferimenti dei parroci dei mesi scorsi, poi congelati per le proteste dei fedeli.
PREDICATORE SOCIAL. Sin da subito Spina ha compreso l’importanza dei nuovi mezzi di comunicazione per diffondere i valori della Chiesa soprattutto tra i giovani. Oltre al sito internet della diocesi aggiornato costantemente, ha aperto profili Facebook e Twitter dove postare le notizie, senza dimenticare le oltre 250 trasmissioni televisive andate in onda ogni settimana sull’emittente locale Onda Tv.
CHI CI SARÀ AL SUO POSTO? Dal 14 luglio, giorno in cui Papa Francesco lo ha nominato arcivescovo di Ancona, si rincorrono in città le voci sul successore. I fedeli sperano in don Maurizio Nannarone, suo vicario generale in questi anni, ma è probabile che il nome indicato venga da un’altra zona dell’Abruzzo. Per questo circola con una certa insistenza il nome di don Gino Cilli, sacerdote a Pescara e già rettore del pontificio seminario regionale di Chieti. Per i fedeli, comunque, conta mantenere l’indipendenza della diocesi, a rischio accorpamento nei mesi scorsi.
IL SALUTO DEL COMUNE. La presidente del consiglio comunale, Katia Di Marzio, in una lettera «saluta e ringrazia» il vescovo per quanto fatto in questi dieci anni.
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