Il vescovo trasferisce i parroci e scoppia la rivolta dei fedeli

CASTEL DI SANGRO. Venerdì, a conclusione della messa del pomeriggio a Santa Maria Assunta in cielo, a Castel di Sangro, una notizia ha suscitato incredulità e rabbia tra i fedeli. Don Domenico...
CASTEL DI SANGRO. Venerdì, a conclusione della messa del pomeriggio a Santa Maria Assunta in cielo, a Castel di Sangro, una notizia ha suscitato incredulità e rabbia tra i fedeli. Don Domenico Franceschelli, parroco di Castel di Sangro e Roccaraso, ha annunciato che il vescovo Angelo Spina ha deciso di trasferire diversi preti della diocesi. Trasferimenti che riguarderebbero entrambi i parroci di Castel di Sangro, ovvero lo stesso don Domenico e don Eustachio Schiappa che, proprio ieri ha festeggiato con la sua comunità 50 anni di sacerdozio. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno tra la gente di Castel di Sangro e tantissime sono state le contestazioni affidate ai social. Tante manifestazioni di stima e di affetto per i due sacerdoti mentre è via via salita la protesta contro il provvedimento. Qualcuno ha deciso di avviare una petizione, firmata nel giro di pochissime ore da centinaia di persone. Don Domenico e don Eustachio sono considerati da tutti parte integrante di una comunità che mai come in questo momento si sente delusa e ferita dalla scelta del trasferimento e dalla perdita di due persone viste non solo come guide spirituali, ma come amici. Una scelta, dunque, per molti incomprensibile, come testimoniano i promotori della petizione, tutti della comunità parrocchiale, che verrà inviata al vescovo. «La notizia della sostituzione inutile e ingiustificata di entrambi i parroci di Castel di Sangro ci lascia sbigottiti», sostengono i promotori della raccolta di firme. «Con loro la comunità ha ricevuto i primi sacramenti. C’è chi per anni ha fatto con entusiasmo e passione l’animatore di gruppi giovanili, il catechista, il volontario. Con loro abbiamo pianto i nostri cari, abbiamo festeggiato matrimoni, battesimi, abbiamo ricevuto i sacramenti. Sono due persone stupende che non vogliamo perdere». (m.o.)
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