Il vescovo: «Tutelare gli agricoltori Fucino minacciato»

Monsignor Santoro riceve 40 quintali di ortaggi invenduti Dono di Coldiretti in seguito alla grave crisi dei prezzi
AVEZZANO. È un grido d’allarme per il Fucino quello lanciato ieri dal vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro, che ha ricevuto dalla Coldiretti 40 quintali di ortaggi altrimenti destinati al macero. La grave crisi dei prezzi che sta colpendo l’orto verde d’Italia è senza precedenti e molte aziende stanno distruggendo interi appezzamenti di verdure rimaste invendute. «Prendiamo atto che il Fucino è un polmone agroalimentare dell’Italia», precisa monsignor Santoro, «parliamo di una realtà poderosa al livello umano, finanziario ed economico. Perché la Coldiretti ci fa questo dono? Perché il Fucino attraversa una grave crisi di mancanza di reddito all’origine e il reddito delle famiglie che lavorano la terra è minacciato, tritato, torturato. È una situazione di emergenza».
Secondo il vescovo «gli agricoltori hanno lavorato, hanno dato il cibo anche durante l’emergenza Covid e continuano a darlo. Ma il loro lavoro oggi non viene tutelato. C’è una filiera che va restituita alla propria legalità che va dal consumatore al produttore. Ora le istituzioni devono intervenire per riequilibrare questa filiera anche attraverso un ridimensionamento degli intermediari».
Il presidente della Coldiretti L’Aquila, Angelo Giommo, è arrivato nella sede della diocesi di Avezzano e ha consegnato al vescovo 40 quintali di carote, patate, radicchio e altri ortaggi divisi per cassette. A portarli dai vari comuni che ricadono nell’area fucense sono stati gli agricoltori, accolti dal vescovo Santoro e dai volontari della Caritas diocesana. Saranno proprio loro, infatti, a conservarli per le prossime ore nelle celle frigorifero e poi a procedere alla distribuzione alle famiglie bisognose del territorio marsicano per far sì che il lavoro di tanti agricoltori del Fucino non sia stato vano.
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