Il Villino Cimarosa avrà un futuro con 600mila euro

Riqualificazione della Fondazione Carispaq, lavori in 12 mesi Ospiterà eventi socio-culturali. Il sindaco: s’avvera un sogno
AVEZZANO. Fondazione Carispaq pronta al restauro del Villino Cimarosa, storico immobile che resterà nel patrimonio del Comune. L’operazione ai nastri di partenza è entrata nel vivo ieri mattina, a Palazzo di città, dove per l’operazione di restyling conservativo e il consolidamento dell’immobile nel quartiere Concentramento, oggi Borgo Pineta, lo stato maggiore della Fondazione, guidato dal presidente Marco Fanfani, ha impegnato 600mila euro. La riqualificazione della struttura, al netto delle autorizzazioni, anche della Soprintendenza, dovrebbe concretizzarsi nell’arco di un anno. Se non ci saranno intoppi, quindi, entro la fine dell’estate 2020, il sogno della rinascita dello storico villino liberty diventerà finalmente realtà. Il primo passo operativo è scattato con la presentazione dello studio di fattibilità, elaborato da Ida Maria Gatti (nel 2004 fece la tesi di laurea sul villino) e Donato Di Biase. «Questo è un intervento rilevante per il recupero del Villino Cimarosa», ha affermato Fanfani, affiancato dai consiglieri d’amministrazione Paolo Collacciani e Giovanni Seritti, il segretario generale, David Iagnemma, il presidente del collegio sindacale, Agostino Di Pasquale, e Nazzareno Mascitti (assemblea soci), «con il fine di restituire alla città un pezzo di storia con gli spazi destinati alle attività socio-culturali. La Fondazione opera per il recupero delle emergenze storico architettoniche che, nell’abbandono, spesso diventano luoghi di conquista della microcriminalità». E il Villino Cimarosa, nei decenni, di abbandono ne ha viste di tutti i colori (comprese occupazioni abusive. Ora si volta pagina. «Questo è un giorno di festa straordinaria», ha sottolineato il sindaco Gabriele De Angelis, «poiché dopo oltre 30 anni, grazie alla Fondazione Carispaq, il sogno dell’intera città di veder rinascere Villino Cimarosa si concretizza». Commosso il ricordo del consigliere e vicepresidente della Provincia, Alberto Lamorgese, residente nel quartiere: «Il Villino, in tutti questi anni, dalla fine della guerra, ha ospitato la scuola elementare, poi è stato abbandonato e occupato fino al degrado totale. Grazie alla Fondazione, la struttura, che aveva un bellissimo pavimento in legno, tornerà agli antichi fasti». L’operazione, in Comune, è stata seguita dal consigliere Ferdinando Boccia, dal vicesindaco Lino Cipollone, dall’assessore Fabiana Marianella, dal dirigente e dal funzionario del settore Patrimonio, Mauro Mariani e Fernando Santomaggio. Il progetto è al vaglio della Sopritendenza. La Fondazione, in cambio dell’investimento, avrà il Villino in comodato d’uso gratuito.
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