Impianti sportivi, i ritardi nel mirino dei giovani Pd

25 Aprile 2021

L’AQUILA. «La nomina dell’Aquila a Città europea dello sport 2022 ci deve interrogare sullo stato dell’arte dello sport in città. È un riconoscimento che può sicuramente dare lustro, ma non è ancora...

L’AQUILA. «La nomina dell’Aquila a Città europea dello sport 2022 ci deve interrogare sullo stato dell’arte dello sport in città. È un riconoscimento che può sicuramente dare lustro, ma non è ancora chiaro cosa si possa fare con questo titolo». Ad affermarlo sono i Giovani Democratici dell’Aquila, che ieri mattina, insieme al consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e al capogruppo del Pd in consiglio comunale Stefano Palumbo, hanno voluto tenere una conferenza stampa davanti al PalaJapan per denunciare «la mancanza di programmazione della giunta Biondi sull’impiantistica sportiva». Un’inerzia i cui emblemi, secondo i giovani del Pd, sono Verdeaqua e, appunto, il nuovo palazzetto dello sport in corso di costruzione a Centi Colella. Finanziato con una donazione post-sisma del Giappone di 4 milioni, ai quali si sono aggiunti altri 6 milioni trasferiti dal Cipe, il PalaJapan sta scontando ritardi enormi nell’ultimazione dei lavori del secondo lotto, «fermi», accusa il segretario comunale dei Giovani Democratici, Paolo Antonelli, «dal 2017». Nel maggio 2019, durante la visita di una delegazione del governo giapponese, l’allora assessore allo Sport Vittorio Fabrizi affermò che il cantiere sarebbe stato riattivato nel 2020 e che l’opera sarebbe stata completata nell’arco di due anni. Il Covid e una revisione radicale del progetto originario, resasi necessaria per alcuni problemi riscontrati nella localizzazione degli spogliatoi rispetto alla condotta del gasdotto, hanno però rallentato tutto. Secondo fonti del Comune, le modifiche al progetto sono state quasi completate e per l’estate si dovrebbe arrivare alla pubblicazione del bando di gara europeo.
«Nella consapevolezza che i costi di gestione dell’edificio non saranno bassi, ci chiediamo cosa si intende fare dell’opera ora che lo scheletro è costruito», attaccano i Giovani Democratici. «Da una parte c’è un rischio reale che si trasformi in un’incompiuta, mentre dall’altra, qualora i lavori dovessero essere portati a conclusione, occorre avviare un dibattito sulla gestione del palasport. Cosa pensa di fare il Comune? Accollarsi i costi o valutare trattative con i privati? Palazzo Fibbioni ha ricevuto proposte in tal senso, ma ad oggi sono ferme nei cassetti. La stessa urgenza si dovrebbe percepire per lo stallo che è sorto attorno al complesso di Verdeaqua. La chiusura dura ormai dal 2018 e questa situazione è destinata a durare ancora, visto che dovrà essere fatto un nuovo bando per la gestione, dopo che il vecchio è andato deserto».