Imprudente: «Gli allevatori dimenticati»

22 Febbraio 2020

Il vicepresidente della Regione promette più fondi. E Zazzara punta il dito contro la mafia dei pascoli

SULMONA. «Negli ultimi vent’anni la Regione Abruzzo si è totalmente disinteressata di un mondo, quello della zootecnia e dell’allevamento, che è stato del tutto abbandonato e lasciato a se stesso».
Ad affermarlo è stato il vicepresidente della giunta regionale, Emanuele Imprudente, a margine del convegno “Allevatori della montagna madre”, che si è tenuto ieri a Sulmona nella sede del Parco nazionale della Maiella. «Il nostro governo sta cercando ora di ridare centralità al mondo della zootecnia e dell’allevamento, per andare incontro agli elementi di semplificazione della vita di chi opera in questo settore e soprattutto cercherà di mettere nella nuova programmazione misure che possano evitare lo spopolamento dell’Abruzzo interno». Imprudente ha sottolineato che nel 2019 la Regione ha elargito al settore della zootecnia e dell’allevamento 73 milioni di euro, quasi la stessa cifra tirata fuori nei tre anni precedenti. Nel corso del convegno si è parlato anche del problema della cosiddetta “mafia dei pascoli”, che tanti danni sta provocando agli allevatori abruzzesi. «La mafia dei pascoli è una presenza di allevatori esterni non facilmente riconoscibile perché da decenni sono in qualche modo agganciati con questo territorio e purtroppo anche con operatori di questo territorio», ha evidenziato Lucio Zazzara, presidente del Parco nazionale della Maiella. «Si tratta di una realtà che sta emergendo con le sue caratteristiche e con il volto spesso inquietante del sistema finalizzato all’accaparramento di risorse e finanziamenti pubblici. Il Parco sicuramente farà la sua parte, però la parte principale, sicuramente, dovranno farla i sindaci perché la gestione degli usi civici è comunque competenza dei Comuni».(c.l.)
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