In 25mila vaccinati contro l’influenza

Giansante: la campagna nella Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila ha preso il via il 7 novembre e si concluderà a fine dicembre
L’AQUILA. «La campagna di vaccinazione antinfluenzale ha preso avvio il 7 novembre 2018 e la Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, con l’ acquisto di 45.210 dosi di vaccino, si è posta l’obiettivo di aumentare in maniera significativa il numero di assistiti che aderiscono alla vaccinazione. I nostri punti di forza per conseguire questo obiettivo sono la partecipazione di quasi tutti i medici di Medicina generale e l’apertura, su tutto il territorio aziendale, di numerosi ambulatori vaccinali del Servizio di Igiene pubblica».
Lo afferma il direttore facente funzioni del Servizio di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica, dottor Enrico Giansante, che fa capo al Dipartimenti di prevenzione diretto dal dottor Domenico Pompei.
«Tutto questo per permettere la più ampia capillarizzazione dell’offerta vaccinale, perché aderire alla campagna di vaccinazione contro l’influenza, in questo periodo dell’anno, può significare ridurre fortemente i rischi di complicazioni e di malattia grave, soprattutto nei confronti delle fasce più vulnerabili della popolazione, a partire dagli anziani», sottolinea il dottor Giansante. Che poi elenca i numeri che il servizio ha toccato fino a questo momento: «Finora, sono state somministrate e registrate nel sistema informatizzato dedicato circa 25.000 dosi di vaccino. Si ricorda», rimarca il responsabile del Servizio, «che la vaccinazione, che rappresenta lo strumento di prevenzione della malattia influenzale più semplice ed efficace, può essere effettuata fino alla fine del mese di dicembre. La protezione indotta dal vaccino comincia due settimane dopo la somministrazione».
In merito alla reticenza di molti e alla campagna diffusa da un po’ di tempo a questa parte con la quale si cerca di sminuire il vaccino come prevenzione – anzi, addirittura qualcuno definisce i vaccini “dannosi” – il dottor Giansante precisa che «l’efficacia del vaccino, valutata da numerose ricerche su diversi gruppi di persone, è stata ripetutamente dimostrata. In alcuni casi può non evitare del tutto la malattia, ma è generalmente in grado di prevenirne le complicanze, riducendo sensibilmente la gravità del quadro clinico».
I vaccini inducono lo sviluppo di anticorpi circa due settimane dopo la loro somministrazione – come si afferma sul sito FarmacoeCura, della Mondadori. Questi anticorpi proteggono da infezioni conseguenti agli stessi virus presenti nel farmaco. La formulazione stagionale protegge dai virus influenzali che, secondo la comunità scientifica, saranno i più comuni durante la stagione a venire; per questa stagione 2018-2019 l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), e confermata ovviamente dall’Ema, si aspetta due nuovi virus rispetto a quelli che hanno caratterizzato la stagione passata.
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