In 7 anni persi 51mila posti tra i giovani

3 Agosto 2016

L’Abruzzo in crescita (Pil a +0,2 nel 2015), ma aumenta il numero delle famiglie in difficoltà economiche

L’AQUILA. L’Abruzzo cresce, anche se con una ripresa produttiva meno “robusta” rispetto al passato. Nel 2015 il Pil ha segnato un aumento dello 0,2%, in linea con il Mezzogiorno. Ma restano alcuni nodi di fondo: la disoccupazione giovanile e l’aumento delle famiglie in difficoltà economiche. Il Rapporto 2015 economia e società in Abruzzo, elaborato dal Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa) e presentato ieri, all’Aquila, nella sede del Gran Sasso science institute, alla presenza del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e di numerose autorità, ha messo in luce «una ripresa complessiva dell’economia regionale, che tuttavia necessita di un consolidamento».

ECONOMIA. Nel 2015 il Pil è cresciuto dello 0,2%: un recupero modesto determinato dal positivo contributo della spesa delle famiglie e da un parziale miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. L’industria occupa un posto di grande rilievo nel panorama economico abruzzese, con più di 15mila imprese attive e 113mila addetti.

IL SISTEMA PRODUTTIVO. Sono 127mila 467 le imprese attive, alla fine dello scorso anno, in Abruzzo con un saldo negativo, tra iscrizioni e cancellazioni, dello 0,5%. All’Aquila il saldo negativo è di -0,6%; -1% a Teramo, -0,8% a Chieti. Segno positivo solo per Pescara con +0,5%. «Osservando gli andamenti settoriali della produzione industriale», ha spiegato il direttore del Cresa, Francesco Prosperococco, «il numero di comparti in crescita è inferiore rispetto al passato. Accanto al buon risultato dei mezzi di trasporto e dell’elettronica, si segnala la positiva dinamica del’alimentare e il recupero del tessile-abbigliamento, mentre l’aumento delle vendite all’estero è stata favorevole per autoveicoli e prodotti elettronici. Bene anche l’agricoltura e il turismo, con una ripresa che investe il settore della ristorazione e del commercio al dettaglio».

EDILIZIA. Il 2015, per l’edilizia, è stato un altro anno negativo. Continua la flessione del valore aggiunto prodotto (-0,7%), pur se in recupero rispetto al 2014. Un segnale positivo arriva dall’incremento del numero e dell’importo totale dei bandi di gara pubblici (rispettivamente +62,9% e +72,4%).

DISOCCUPAZIONE GIOVANILE. La vera nota dolente riguarda il mercato del lavoro, in relazione ai giovani. Tra il 2008 e il 2015 gli occupati tra i 15 e i 34 anni hanno perso 51mila unità. In sostanza, in Abruzzo ci sarebbe bisogno di 48mila giovani occupati in più, per colmare il gap che si è creato rispetto agli anni passati.

POVERTÀ. Altri due fattori di rischio messi in evidenza dal Rapporto del Cresa sono l’invecchiamento della popolazione e l’aumento della povertà. Negli ultimi dieci anni la popolazione abruzzese è cresciuta di 42.700 residenti. L’aumento più consistente riguarda la fascia tra i 40 e i 64 anni (+15,1%) e gli over 65 (+10,9%). Preoccupante anche il dato sulla povertà con 118mila persone che vivono in condizioni precarie. «Nei prossimi mesi», ha concluso Prosperococco, «occorrerà soffermarsi su alcuni importanti interventi che mirino a salvaguardare la debole struttura demografica della regione e attuare misure in grado di incidere positivamente sul mercato del lavoro».

Monica Pelliccione

©RIPRODUZIONE RISERVATA