In 700 lasciano le scuole aquilane

Petracca: dopo il sisma molte famiglie hanno deciso di trasferirsi altrove
L'AQUILA. «Circa 700 studenti aquilani hanno cambiato città dopo il terremoto». È l'analisi che fa il direttore scolastico regionale, Carlo Petracca, sui dati diffusi dal Miur (ministero dell'Istruzione). Al suono della prima campanella saranno seduti sui banchi delle scuole abruzzesi 1.339 alunni in meno rispetto allo scorso anno. Di questi 1.033 sono della provincia dell'Aquila. Un dato preoccupante che ha due cause: il calo demografico e l'effetto post-sisma.
Se tutta la scuola abruzzese infatti sembra colpita da un'emorragia di studenti, a farne le spese è soprattutto la provincia dell'Aquila, dove si è passati da 39.314 alunni a 38.281, con un decremento di oltre mille ragazzi. Una leggera flessione nelle iscrizioni è stata registrata anche a Chieti e a Teramo. In queste ultime, tuttavia, a fronte di un numero maggiore di studenti, il calo è più contenuto.
Nella provincia teatina si passerà da 54.302 alunni a 53.927, con una perdita di 375 ragazzi. A Teramo, invece, gli iscritti all'anno scolastico 2009-10 erano 42.241 contro i 41.916 del prossimo anno. La provincia, dunque, perde 325 studenti. In crescita di quasi 400 unità, invece, Pescara: gli iscritti alle scuole sono in totale 46.237 contro i 45.843 dello scorso anno. Complessivamente, dunque, le scuole abruzzesi (tra infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado) avranno 180.361 iscritti contro i 181.700 dell'anno scorso.
«Si tratta di una situazione complessa da analizzare» spiega il direttore dell'ufficio scolastico regionale, Carlo Petracca. «Senz'altro è evidente un calo demografico che ha colpito un po' tutte le province. È certo tuttavia che la situazione dell'Aquila è particolare: dai dati in nostro possesso mi sembra chiaro che almeno 700 studenti hanno cambiato scuola dopo il terremoto».
La perdita della provincia aquilana, infatti, è in percentuale nettamente superiore a quella delle altre province. «Probabilmente alcune famiglie hanno deciso di fare i bagagli proprio prima di affrontare questo secondo anno scolastico dopo il terremoto» continua Petracca.
«Mentre molti l'anno scorso hanno dato fiducia alla città, adesso sono in tanti a dover fare i conti con una situazione difficile: il lavoro che manca, le case che ancora non sono state riparate, il tessuto sociale disgregato. Non escludo, perciò, che l'emorragia di studenti nella provincia sia dovuta in parte a un effetto post-sisma».
D'altro canto anche il preside dell'istituto Cotugno del capoluogo (licei Classico, Pedagogico, Linguistico e delle Scienze sociali), Angelo Mancini, aveva lanciato l'allarme nei mesi scorsi. La scuola, infatti, ha subito un calo di iscrizioni per il prossimo anno ben più grave rispetto a quello dell'anno passato. Il direttore scolastico regionale, tuttavia, sottolinea che i dati fanno riferimento all'ambito provinciale, mentre solo nei prossimi giorni sarà possibile avere i numeri città per città.
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