In aula col cappotto Al freddo 500 studenti del liceo Croce

12 Febbraio 2015

Termometro sotto i 15 gradi e la Provincia torna nel mirino I ragazzi: «Siamo stufi, andremo all’Aquila a protestare»

AVEZZANO. Da sette giorni prendono parte alle lezioni con cappotti e sciarpe. E la prossima settimana andranno all’Aquila per chiedere di risolvere i problemi. Perché il Liceo “Croce” è al freddo. Era accaduto anche lo scorso anno, quando i ragazzi della scuola avevano inscenato una protesta con tanto di stufette in aula. Dopo dodici mesi nulla è cambiato. Da una settimana, poi, la colonnina di mercurio nell’edificio di via Cavalieri di Vittorio Veneto è sempre al di sotto dei 15 gradi, con tutti i disagi del caso.

«Da mesi ormai all’interno delle nostre aule si registra una bassa temperatura tale da impedire, alle volte, il regolare svolgimento delle attività didattiche», spiega Rino Febonio, uno degli studenti a capo della protesta, «è assurdo non avere delle risposte da parte chi di dovere ed è ancora meno accettabile un compromesso che si limiti al semplice prolungamento degli orari di accensione dei riscaldamenti all’interno dello stabile».

Termosifoni malfunzionanti, infissi fatiscenti e caldaia forse non opportuna per il volume della scuola hanno costretto gli oltre 500 ragazzi da una settimana a seguire le lezioni al freddo. Il problema si era presentato nei giorni scorsi anche al Liceo Scientifico e al centro Noesis, dove vengono ospitati i ragazzi delle scuole primarie della città attualmente inagibili, a causa di un black out dovuto al maltempo. Ma la situazione è tornata alla normalità nel giro di qualche giorno. Al Croce, invece, il disagio persiste e per questo i ragazzi si stanno organizzando per protestare nuovamente. «Ci batteremo con tutti i mezzi per ottenere il nostro diritto ad avere un ambiente scolastico sano e privo di pericoli», conclude il giovane, «le attuali condizioni della scuola causano agli studenti e agli operatori scolastici condizioni di perenne disagio durante le ore di lezione e di lavoro all’interno del nostro istituto».

Sulla questione interviene anche il dirigente scolastico, Francesco Gizzi. «Purtroppo è una disagio che si ripete», commenta il preside, «ho sollevato la questione alla Provincia, ma si tratta di un problema infrastrutturale e quando le giornate sono rigide è inevitabile che dentro la scuola faccia freddo».

Eleonora Berardinetti

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