In auto lontani da casa: dieci denunciati

Raffica di controlli ad Avezzano, anche nelle periferie, della polizia municipale. Celano, sventato tentativo di spaccio
AVEZZANO. Cresce il numero dei denunciati per il mancato rispetto delle restrizioni ai movimenti disposte dal decreto del governo Conte per contrastare i contagi da coronavirus: dieci le persone scovate dagli agenti della polizia locale nel corso dei controlli a tappeto in città e in periferia, alcune fermate a più di qualche chilometro dalle proprie abitazioni. Per i tanti automobilisti irrispettosi delle regole, quindi, sono scattate le denunce alla Procura della Repubblica: ora rischiano fino a 3 mesi di carcere e una multa di 206 euro. Ma non finisce qui: i controlli a tutto campo e non soltanto della polizia locale, infatti, vanno avanti senza sosta in città e periferie per ridurre gli spostamenti soltanto a chi è costretto a muoversi per motivi di lavoro e a chi esce con motivazioni valide. L'emergenza, infatti, è tutt'altro che superata. E non basta la semplice autocertificazione per andare in giro in auto: per gli automobilisti, infatti, c’è un obbligo aggiuntivo, disposto dal comandante della polizia locale, Luca Montanari, di esibire, su richiesta degli operatori, «la documentazione comprovante lo spostamento dalla propria abitazione», altrimenti scatta la denuncia.
CELANO. Fermato dai carabinieri mentre tentava di acquistare una dose di cocaina. Denunciato un uomo di Celano che ieri pomeriggio verso le 15, si era recato in via Caduti di Nassiriya, la sua presenza non è passata inosservata ai militari della stazione di Celano i quali lo hanno fermato. All’inizio l’uomo ha tentato di accampare scuse, ma i militari al comando del luogotenente Pietro Finanza coordinati dal capitano Pietro Fiano, lo hanno trovato in possesso di una dose di droga. Subito è scattata la denuncia, sia per il mancato rispetto del decreto che limita gli spostamenti che come assuntore di droga. I carabinieri hanno trasferito nel carcere di San Nicola di Avezzano Luigi Antidormi, per non aver rispettato la misura degli arresti domiciliari a cui doveva sottostare.
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