In campo 120 giovani medici per rinforzare gli ospedali

28 Gennaio 2021

L’emergenza fa crescere il numero di specializzandi destinati alle Asl dell’Aquila e Teramo L’Ateneo: «Sono in formazione, ma garantiranno entusiasmo e un valido aiuto nei reparti»

L’AQUILA. In crescita esponenziale gli specializzandi dell’Università. È l’effetto, in questo caso positivo, della pandemia. Nella lotta al Covid-19 l’Ateneo aquilano guidato dal rettore Edoardo Alesse ha ottenuto più fondi per la formazione. Sono dunque 120 gli specializzandi che hanno preso servizio nelle strutture delle Asl dell’Aquila e Teramo. Sebbene si tratti di medici all’inizio del percorso formativo, la nuova normativa permette un loro impiego in attività che progressivamente si avvicinano all’autonomia e possono rappresentare un valido aiuto nei reparti. Già al terzo anno di corso gli specializzandi potranno essere destinatari di contratti di collaborazione che possono diventare a tempo determinato a partire dal penultimo anno. L’emergenza sanitaria, tra l’altro, ha rappresentato uno stress test per i medici in formazione, accelerando l’inserimento negli ospedali in cui sono stati impegnati. Secondo l’Ateneo, insomma, il Covid ha favorito l’integrazione tra mondo universitario e ospedaliero.
«La forza lavoro di 120 medici», affermano Guido Macchiarelli, direttore del Dipartimento Mesva e Francesca Zazzeroni, direttrice del Dipartimento Discab dell’Università, a cui fanno riferimento le scuole di specializzazione, «rappresenta certamente un’iniezione di energia e ottimismo per l’ateneo e per le Asl dell’Aquila e Teramo, che si gioveranno della loro presenza e che con i loro professionisti contribuiranno in maniera sostanziale alla formazione degli stessi». L’auspicio è che «questi giovani colleghi possano trovare nei nostri ospedali di riferimento condizioni tali da favorire una loro fidelizzazione e successivamente il desiderio di rimanere a lavorare nel nostro territorio».
I due direttori assicurano che «il nostro Ateneo farà di tutto per creare le migliori condizioni di lavoro». Secondo loro la presenza degli specializzandi avrà ricadute positive sulla qualità delle cure. «Così come è indiscutibile che proprio nella presenza delle scuole di specializzazione all’interno degli ospedali», affermano Macchiarelli e Zazzeroni, «si realizza quella sinergia Asl-università che è espressione di eccellenza in sanità». Le scuole con il maggior numero di specialisti in formazione sono la Radiodiagnostica, l’Anestesia e Rianimazione, l’Igiene e Medicina Preventiva, l’Emergenza-Urgenza, ma ce ne sono ben 19 attive nell’Università dell’Aquila. Questi i numeri scuola per scuola, che però sono suscettibili di variazioni in aumento: Allergologia e Immunologia clinica 2; Anestesia, Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore 14; Chirurgia generale 8; Endocrinologia e Malattie del metabolismo 2; Geriatria 8; Igiene e Medicina preventiva 12; Malattie dell'apparato cardiovascolare 5; Malattie dell’apparato digerente 4; Medicina emergenza e urgenza 11; Medicina Interna 10; Neurologia 3; Neuropsichiatria Infantile 3; Ortopedia e Traumatologia 5; Patologia clinica e Biochimica clinica 2; Psichiatria 5; Radiodiagnostica 16; Radioterapia 3; Reumatologia 1; Urologia 6.
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