In centinaia nelle piazze: «Difenderemo la sanità»

15 Giugno 2020

Manifestazioni pro-ospedali a Tagliacozzo e Pescina. I sindaci: Marsica abbandonata Il fuoriprogramma: bimbo cade, trasferito ad Avezzano per la chiusura del reparto

TAGLIACOZZO. Non è bastato l’annuncio della riapertura, fatto al fotofinish dal manager Asl, a fermare le due manifestazioni di Tagliacozzo e Pescina. I pronto soccorso riapriranno entro due settimane, ma la battaglia per la sanità marsicana è iniziata ieri. È questo il messaggio lanciato da centinaia di cittadini e dai sindaci nel corso delle proteste che si sono tenute nei due comuni marsicani.
SIT-IN E STRISCIONI. I manifesti sulla facciata del palazzo comunale a Tagliacozzo e quelli nel piazzale dell’ospedale a Pescina hanno fatto emergere la rabbia della popolazione per una sanità come quella marsicana spesso defraudata dei propri diritti a vantaggio di altri territori della regione. Erano presenti, sia alla protesta della mattina a Tagliacozzo che nel pomeriggio a Pescina, i sindaci del territorio ed esponenti della Regione.
IL FUORIPROGRAMMA. Proprio durante la manifestazione, in ospedale a Pescina è arrivato un bambino sanguinante a causa di una caduta accompagnato da San Benedetto dei Marsi dai genitori. Vista la chiusura del reparto del Rinaldi, è stato necessario l’intervento del 118 che ha trasportato il paziente all’ospedale di Avezzano per la medicazione. Un fuoriprogramma che dà il senso della carenza.
LE RICHIESTE. Il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha chiesto «di rendere più funzionare l’ospedale di comunità e di riattivare le nuovissime e mai utilizzate sale operatorie costate centinaia di migliaia di euro per il servizio di chirurgia ambulatoriale e per effettuare interventi in day surgery distaccati dall’ospedale di Avezzano, permettendo un alleggerimento del gravame di prestazioni chirurgiche che intasano la già sofferente struttura avezzanese». Il sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, si è detto «costernato e deluso da quanto avvenuto, nonostante l’imminente riapertura». «Per troppo tempo», ha chiarito, «i nostri territori della Marsica sono stati privati di presidi importanti e non posso essere soddisfatto perché la riapertura è era un diritto di tutti i cittadini. Dobbiamo stare attenti perché dei proclami non ci fidiamo.
CHIUSURA NEL 2023? «La verità, da quanto ho appreso», ha rivelato Giorgio Fedele, consigliere regionale 5 Stelle, «è che i punti di primo intervento saranno riaperti concedendo dei bonus di 480 euro al giorno per medico, quindi all’attuale personale della Asl e non grazie a una programmazione e a nuove assunzioni. Non sono stati in grado di reclutare il persona necessario. I Ppi saranno riaperti, è vero, bisogna vedere però quando e soprattutto come. La vera battaglia ci sarà dopo, con il Piano sanitario, che prevede la chiusura dei Ppi entro il 2023. Questo è un territorio che è stato sempre messo in disparte sul piano della sanità».
IL COMITATO. «Che ciascuno nei propri ruoli abbia a cuore la difesa della vita e della salute», ha affermato Rita Tabacco, presidente del Comitato per la difesa dei piccoli ospedali. Intervenendo sui Ppi, il consigliere provinciale Gianluca Alfonsi, il sindaco di Trasacco, Cesidio Lo Bene, l’ex consiglierre provinciale Armando Floris e Nello Simonelli di Nazione Futura sostengono che «il vero obiettivo è il potenziamento della sanità territoriale».
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