In chiusura la tendopoli dei 1.330 rifugiati afghani

3 Settembre 2021

All’interporto continua il viavai degli autobus per il trasferimento dei profughi Tra loro anche le ragazze della squadra di ciclismo oggi in partenza per il Veneto

AVEZZANO. Anche una squadra femminile di ciclismo tra i profughi ospitati nel maxi-campo di accoglienza allestito alle porte di Avezzano per offrire ristoro alla popolazione in fuga dall’Afghanistan tratta in salvo dai militari italiani. Le sette sportive, simbolo dell’emancipazione femminile, sono dovute scappare insieme ai loro familiari dopo l’arrivo a Kabul dei talebani. Il gruppo composto da 14 persone oggi verrà trasferito in Veneto. Saranno accolte in Toscana, invece, le quattro calciatrici delle squadra femminile di Herat.
Anche loro, tutte tra i 19 e i 20 anni, sono state costrette a lasciare il loro Paese. Nel gruppo della fuga, composto anch’esso da 14 persone, ci sono anche la capitana della squadra di calcio e l’allenatore del Bastan Fc di Herat. Nel 2016 la squadra ha disputato anche una partita con i militari italiani di stanza nella base di Herat.
Ieri intanto sono stati trasferiti altri 242 profughi. La maggior parte indirizzati in strutture fuori regione: 96 a Settimo Torinese; 98 nel Lazio dislocati tra Roma e dintorni e 35 a Modugno. Tredici, invece, sono rimasti in Abruzzo: di questi 8 sono stati trasferiti in una struttura di Cappelle dei Marsi a pochi chilometri dal campo profughi e 5 a Montorio al Vomano. Secondo i piani, le tende potrebbero svuotarsi entro oggi.
Cominceranno all’alba le operazioni di trasferimento dei restanti 682 afghani accolti all’Interporto di Avezzano. Ma le destinazioni non sono ancora state rese note.
Sono 1.330 i profughi afghani che hanno varcato i cancelli del maxi campo. L’Interporto ha aperto i battenti il 26 agosto scorso con l’arrivo dei primi 431 disperati. A questi il giorno seguente si erano aggiunti altri 408 persone, tra cui molti bambini, atterrati a Fiumicino a bordo degli aerei della speranza. Grazie al corridoio umanitario italiano tra sabato e domenica scorsi nella Marsica erano arrivate altre 491 persone (359 sabato e 132 domenica). Ma nel corso delle stesse giornate erano incominciati anche i primi trasferimenti delle famiglie che avevano già ricevuto, proprio al campo, la prima dose del vaccino contro il coronavirus.
Tra sabato e domenica 76 afghani erano stati spostati in una struttura a Lecce nei Marsi. Lunedì scorso il primo trasferimento di massa fuori regione con ben 105 profughi partiti alla volta di Brescia. A questi si erano aggiunte 31 persone dirette a Ofena e 24 a Montorio al Vomano. Martedì scorso 100 profughi erano partiti per la Calabria; 14 per Isola del Gran Sasso; altri 22 per Montorio e 34 per Ofena.
Mercoledì non ci sono stati trasferimenti, ma nell’arco della giornata gli ospiti rimasti sono stati sottoposti al test per il Covid che ha dato per tutti esito negativo.
A mano a mano che le tende si sono svuotate gli addetti ai lavori hanno incominciato anche le operazioni di smantellamento: le tende del campo uno e due, rimaste vuote, sono state già sanificate e smontate. Mentre restano da sgomberare i campi tre e quattro.
Avezzano è stato per molti dei profughi arrivati all’Interporto l’inizio di una nuova vita in Italia. Sono complessivamente 4.900 (tra cui 1.301 donne e 1.453 bambini) gli afghani tratti in salvo dai 1.500 militari italiani impegnati nell’operazione umanitaria Aquila Omnia. Ottantotto i voli effettuati in 15 giorni con l’utilizzo di otto aerei.
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