In città 217 positivi: torna la fila di ambulanze fuori dall’ospedale

19 Gennaio 2022

Tutti i reparti Covid sono pieni (fa eccezione l’Intensiva), occupati anche i due posti della Pediatria Bianchi (118): «La situazione non è paragonabile a un anno fa. Si cerca di limitare disagi ai pazienti»

L’AQUILA. Sono tornate le attese in ambulanza per accedere al pronto soccorso dell’ospedale San Salvatore. Con un numero di contagi quotidiani ancora alti – ieri in città si sono registrati 217 nuovi casi – è aumentata la pressione sulle strutture ospedaliere, anche se l’attuale emergenza è lontana da quella di un anno fa. «La situazione non è paragonabile a quanto accadeva nello stesso periodo del 2021», spiega il responsabile del servizio del 118 dell’Asl Gino Bianchi, «ma può succedere che si creino file e che alcuni pazienti siano costretti a sostare più del dovuto all’interno delle ambulanze. Ce ne scusiamo con l’utenza, comprendiamo i disagi, ma siamo tutti impegnati a limitarli per quanto possibile. I posti letto», sottolinea Bianchi, «sono saturi in tutti i reparti Covid, tranne che nella Terapia intensiva». Una persona positiva, che necessitava di accertamenti prescritti dal medico di famiglia, ha raccontato la sua esperienza personale, dall’arrivo in ambulanza alle 18.30 fino al ritorno a casa all’una di notte, denunciando «la chiusura del reparto allestito al G8». «In realtà», precisa Bianchi, «il G8 è in funzione, non ospita più la Terapia intensiva, ma la Medicina Covid, con 12 posti letto tutti occupati».
SITUAZIONE al SAN SALVaTORE
Il responsabile del 118 ha il polso della situazione, sul fronte dei ricoveri e sulla disponibilità di posti letto riservati ai pazienti positivi: «È vero», dice Bianchi, «possono verificarsi attese in ambulanza prima di essere ammessi al pronto soccorso, anche se fortunatamente in maniera non eccessiva, come capitava un anno fa. Rispetto al passato, è stato predisposto un piano aziendale di progressivo ampliamento dei posti letto Covid. Attualmente, i reparti dedicati sono tutti al completo. Oltre ai 24 di Malattie infettive, sono stati attivati altri 20 posti a Pneumologia, ma ne risultano occupati 25, e altri 10 alla Medicina Covid, ospitata nel modulo del G8, dopo il trasferimento in altra struttura della Terapia intensiva. Anche in questo caso, su 10 posti attivati, ne sono occupati 12. La Medicina Covid è stata spostata al G8 per rendere “pulito” il Delta 7, in modo da non sospendere l’attività ordinaria. Risultano occupati anche i 2 posti Covid della Pediatria. Per far fronte a questa fase, è stato riorganizzato il personale, sia al pronto soccorso che alla Terapia intensiva».
L’ATTESA IN AMBULANZA
«Con i reparti saturi», aggiunge Bianchi, «può capitare che un paziente positivo o sospetto positivo che arriva in ospedale in ambulanza debba attendere più del dovuto per essere ammesso al pronto soccorso: devono necessariamente prima liberarsi le stanze del pre-triage, dove si effettuano i tamponi e da cui poi si viene indirizzati verso un percorso “pulito” o “sporco” a seconda del risultato. L’attesa in ogni caso non riguarda assolutamente le urgenze, la fila la fanno solo i pazienti stabili, ai quali viene assicurata la costante assistenza. Comprendiamo i disagi, ma non ci dimentichiamo che stiamo tutti vivendo una pandemia mondiale».
IL RACCONTO
Una donna positiva che doveva eseguire una radiografia al torace ha raccontato di essere rimasta 2 ore 30 minuti dentro l’ambulanza fuori dal pronto soccorso: «Poi per un’altra ora e mezza attendo in isolamento in una piccola stanzetta a ridosso del parcheggio delle ambulanze. Mi sento male, ho la tachicardia, dispnea, tosse, allora comincio a bussare alla mia porta per chiamare qualcuno. Arrivano due dottoresse che iniziano a fare prelievi e analisi. Dopo due ore di attesa finalmente i risultati. All’una di notte torno a casa riaccompagnata dalla macchina di servizio». È stata chamata la polizia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA