«In città è impossibile fare sport»

10 Novembre 2023

Sos dello United L’Aquila: «Pochi gli impianti, serve una soluzione»

L’AQUILA. «All’Aquila è ormai impossibile praticare lo sport di base». Questo il grido d’allarme lanciato dallo United L’Aquila, l’associazione sportiva dilettantistica che dal 2018 porta avanti un progetto di integrazione sociale e che vede due squadre di calcio militare nei campionati di Terza categoria e Juniores provinciale.
La società ha invitato all’apertura di un tavolo urgente con la Lega nazionale dilettanti, il Comune e le società coinvolte per affrontare il problema della carenza di impianti sportivi: «Non siamo tra i pochi fortunati a poter gestire un campo attraverso le convenzioni con l’amministrazione», afferma lo United L’Aquila, «per questo, come altre realtà del territorio, prendiamo in affitto il terreno di gioco per allenamenti e partite delle due squadre che abbiamo. Ma per via della mancanza di strutture e impianti, i pochi utilizzabili sono più affollati. È il caso del Federale, nostra casa da tre stagioni. Il problema non è dell’impianto o di chi lo gestisce», prosegue il club, «ma dell’assenza di un numero di strutture adeguate rispetto al numero delle squadre che in ogni categoria devono giocare. Inoltre molte strutture non possono essere utilizzate di notte, e facendo buio alle 17 gli slot per l’utilizzo dei campi si riducono al minimo».
«Pertanto», continua la società biancorossa, «ci ritroviamo a dover cambiare continuamente campi e giorni di gara, cercando soluzioni non sempre compatibili con le squadre avversarie. Siamo costretti a giocare o ad allenarci nel comprensorio, a volte anche molto lontano dalla città, e questo non è facile considerando che molti dei nostri ragazzi, italiani o stranieri che siano, non sono automuniti».
Lo United L'Aquila chiede la convocazione di un tavolo urgente che riunisca la divisione provinciale della Lega nazionale dilettanti, l’amministrazione comunale e le società, per affrontare il problema in modo strutturale: «Non c’è solo lo spostamento dei mondiali di pattinaggio dall’Aquila a Montesilvano, causa mancanze di strutture. La questione riguarda anche la quotidianità dell’attività di base, fondamentale per l’inclusione sociale dei minori (e non) in città e in generale per ogni comunità, soprattutto in una città che si (auto)definisce capitale europea dello sport. Vogliamo regole certe e comprensive della realtà di fatto, perché ci ritroviamo spesso a essere stretti a tenaglia da un lato dalle regole federali sui giorni di gara o sull’illuminazione e dall’altro sulla semplice e sconcertante assenza di strutture dove poter giocare».
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