In Comune scoppia la grana assenteismo

27 Settembre 2015

Provvedimenti di sospensione per un uomo e una donna dopo 2 richiami. Ma al vaglio dell’ente ci sono anche altri casi

L’AQUILA. Il malcostume di assentarsi dal luogo di lavoro per dedicarsi a fatti propri si allarga a macchia d’olio nell’Aquilano.

Infatti dopo le denunce all’Asl a Pratola Peligna ora lo scandalo tocca anche il Comune dell’Aquila. Due persone, un uomo e una donna, entrambi giovani, operativi nel servizio ricostruzione pubblica, sono stati oggetto di provvedimenti di sospensione dal lavoro. Sono stati stanati dopo un’indagine interna dell’ente che ha portato a delle conclusioni che sembrano inequivocabili: avrebbero timbrato il cartellino senza autorizzazione oltre l'orario di ingresso consentito e sarebbero usciti per intrattenersi al bar, tornare a casa o sbrigare faccende personali come fare shopping.

Un comportamento che, per adesso, è sanzionato solo a livello amministrativo con sospensione dal lavoro da 20 a 50 giorni ma, per forza di cose, ci sarà invio degli atti alla magistratura per una presunta truffa ai danni dello Stato. Del resto il mancato rispetto degli orari equivale a un raggiro ai danni dell’ente locale. Comportamenti che, se provati in un giudizio, possono essere l’anticamera di licenziamenti.

La decisione, come detto, è arrivata dopo una serie di controlli incrociati da parte degli uffici nei quali i due prestano servizio dall’ufficio procedimenti disciplinari. E segue dei precedenti richiami verbali e inviti che sono stati fatti ai due sospettati per indurli a rispettare le regole.

Ma non finisce qui. Infatti è certo che c’è un altro caso dove l’istruttoria è avanzata cui potrebbero seguirne degli altri. L’indagine interna è stata particolarmente complessa e non ci si è avvalsi di investigatori privati.

Del resto, anche per prevenire comportamenti di dubbia liceità il Comune, con una delibera di giunta del 31 luglio scorso, ha creato un codice di comportamento interno che all’articolo 10 delle attività di servizio prevede «che i dipendenti non si allontanino dalla sede lavorativa se non previa autorizzazione del dirigente». Un regolamento anticorruzione che, tra le altre cose, dispone che i dipendenti non accettino doni del valore superiore a 150 euro.

Il regolamento impone ai dirigenti dei settori «di vigilare sulla timbratura delle presenze segnalando all’Ufficio procedimenti disciplinari le pratiche ritenute scorrette». Il Comune vuole andare fino in fondo contro l’assenteismo con una politica rigorosa. Anche perché si tratta di episodi non facili da controllare a fronte di molte sedi dell’ente e centinaia di persone, (la stragrande maggioranza oneste), che vi operano.©RIPRODUZIONE RISERVATA