In consiglio si canterà l’Inno di Mameli «Scuole, tutto fermo»

31 Ottobre 2017

L’ordine del giorno del centrodestra con l’ok delle opposizioni Accuse sulle mancate verifiche antisismiche su Cotugno e altri

L’AQUILA. Nove interventi, 45 minuti di discussione. L’esecuzione (registrata), possibilmente cantata, dell’Inno nazionale prima di ogni seduta del consiglio comunale, viene introdotta nella storia dell’assise civica dell’Aquila, con un ordine del giorno – dei consiglieri Roberto Santangelo e Luca Rocci – votato con 24 sì, un astenuto (Carla Cimoroni) e un no (Elisabetta Vicini).
Tre interventi, invece – compresi i firmatari Angelo Mancini e Giustino Masciocco, e il vice sindaco Guido Quintino Liris – per liquidare l’interrogazione sulla verifica della vulnerabilità sismica per gli edifici scolastici.
Ma andiamo per ordine.
Il consiglio comunale di ieri mattina, che ha visto l’assenza del sindaco Pierluigi Biondi, impegnato in altre attività istituzionali, nonostante l’accordo un po’ a denti stretti sull’Inno nazionale – che comunque dovrà passare per una modifica del regolamento dell’assise – , è stata un’altra occasione per rinnovare l’eterno scontro destra-sinistra (visto che il consigliere di L’Aquila Futura, Luca Rocci, ha “accusato” i colleghi seduti all’opposizione, e in particolare la Vicini – Democratici Socialisti per L’Aquila – di «aver cantato per 50 anni l’Internazionale», che non è la squadra di calcio nerazzurra).
Applaudito da tutta la maggioranza l’intervento, che ha messo d’accordo destra e sinistra, dell’astensionista Lelio De Santis, il quale si è astenuto su tutti i punti all’ordine del giorno, tranne l’Inno e un cambio di destinazione d’uso per una famiglia che ha avuto la disgrazia di comprare una casa negli anni ’60 su un terreno demaniale e che, finalmente – questa sì dopo 50 anni – si è vista risolvere il problema.
Ma sull’inno sono stati decisivi Giorgio De Matteis (Fd’I) e Paolo Romano (Il Passo Possibile), che hanno detto: «Lo fanno anche alla Regione, prima di ogni consiglio...». Scontro verbale totale, invece, sulle verifiche della vulnerabilità per gli edifici scolastici, con la miccia innescata dall’interrogazione di Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro) e Giustino Masciocco (Mdp-Art. 1); sull’interpellanza di Masciocco su Banca Sistema (che ha acquistato il credito dell’Enel nei confronti del Comune – 8,5 milioni – per i consumi del Progetto Case e Map. E sulla situazione degli alloggi antisismici ad Arischia, problema riportato alla luce da Elia Serpetti (Il Passo Possibile). «Dopo i proclami della campagna elettorale, non è stato fatto nulla», l’accusa di Mancini e Masciocco, citando in primis il problema del Cotugno. «È passato un anno, compresi gli ultimi mesi della passata amministrazione, con la quale eravamo sempre all’opposizione, e se questo è il passo che ha deciso di adottare anche il nuovo esecutivo... Voi giocate sulla pelle delle persone», dice Mancini, «avete utilizzato la Provincia per fare propaganda, con annunci di 80 milioni di euro per le scuole. Avete fatto credere a tutti che avevate la soluzione, ma non avete nulla». Liris ha mostrato i verbali di affidamento degli incarichi per le verifiche. «Voi lo scorso anno avevate risolto il problema del Cotugno con i doppi turni pomeridiani: ora invece gli studenti hanno una continuità scolastica. Non è semplice decidere di abbattere un edificio. Intanto c’è l’ex Optimes, dove basta qualche migliaio di euro per sistemare». Bocciatura per gli ordini del giorno Cimoroni (L’Aquila Chiama) in cui chiede «trasparenza per le nomine dei rappresentanti del Comune negli enti, aziende, istituzioni, fondazioni e società. Non per togliere il ruolo al sindaco, ma sarebbe giusto che le candidature le vagliasse anche il consiglio».
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