In fabbrica 636 assunti, 300 dell’indotto Un giro d’affari che si aggira sui 5 milioni
Aperto nel 1974 sotto l'impulso dei contributi alle imprese elargiti dall'allora Cassa del Mezzogiorno, lo stabilimento Magneti Marelli diventa in poco tempo il più grande del territorio. Nei momenti...
Aperto nel 1974 sotto l'impulso dei contributi alle imprese elargiti dall'allora Cassa del Mezzogiorno, lo stabilimento Magneti Marelli diventa in poco tempo il più grande del territorio.
Nei momenti di massima espansione raggiunge picchi di duemila operai. Negli anni ’90 lo stabilimento rientra nella branca Sistemi Sospensioni, che fa capo sempre allo stesso gruppo di proprietà della Fiat.
La crisi e la recessione successiva del mercato portano il sito agli attuali 636 dipendenti che negli ultimi cinque anni hanno vissuto la cassa integrazione. La scorsa estate l’abbattimento degli stop produttivi dopo 43 nuove assunzioni. A loro si devono aggiungere i circa 150 lavoratori interinali che vengono chiamati secondo le necessità dello stabilimento. Senza dimenticare i lavoratori dell’indotto, circa 300, con un giro d’affari che si aggira sui 5 milioni di euro.
Il nuovo corso è partito nel sito sulmonese il 20 aprile del 2010, con la firma dell’accordo separato (la Fiom si è tirata fuori) per la produzione della nuova Panda. Le cose cambiano nuovamente il primo agosto del 2014, dopo la fusione con l’americana Chrysler e la nascita di Fca (Fiat Chrsysler automobiles). Da allora sono ricominciati i problemi in fabbrica, con le nuove turnazioni (modello americano) mal digerate dagli operai. (f.p.)

