«In fila al freddo davanti al Cup»

Castel di Sangro, l’opposizione torna a sollecitare il sindaco sul cambio di sede
CASTEL DI SANGRO. «Il Cup è troppo piccolo e non può ospitare gli utenti in attesa, va trovata una soluzione». A ribadire quanto già affermato nei mesi scorsi è Mario Marchionna, consigliere comunale di “Progetto Comune” di Castel di Sangro. Lo stabile che ospita il centro unico di prenotazione, infatti, secondo il consigliere non sarebbe sufficientemente grande per accogliere i tanti utenti che ogni giorno si mettono in coda per prenotare prestazioni mediche nella struttura sanitaria del paese. La questione era stata già sollevata nei mesi scorsi in consiglio comunale dai membri dell’opposizione che avevano chiesto al sindaco di Caste di Sangro, Angelo Caruso, e a tutta l'amministrazione di farsi portavoce con la Asl Avezzano- Sulmona-L’Aquila per trovare un’alternativa visti anche i numerosi spazi di cui dispone l’ospedale cittadino.
«Il Cup di Castel di Sangro si trova in una situazione di stallo inaccettabile», ha spiegato il consigliere comunale Marchionna, «nella seduta consiliare del 12 novembre scorso il nostro gruppo ha sollevato la questione, ormai annosa, delle condizioni disagevoli nelle quali i cittadini di Castel di Sangro si trovano ogni volta debbano usufruire delle prestazioni del Cup. Come noto, la struttura è provvista di una piccola sala d’aspetto che in questi anni di pandemia è di fatto inutilizzabile e per questo le persone sono costrette a estenuanti attese all’aperto, con tutti i disagi che questo comporta, soprattutto in situazioni climatiche avverse, sia in inverno sia in estate». Il consigliere di “Progetto Comune” ha ribadito che sono state chieste soluzioni alternative «in special modo lo spostamento del Cup all’interno dello stesso ospedale, nel quale ormai, purtroppo, gli spazi abbondano. In questo modo la stessa Asl ne trarrebbe un vantaggio in termini di risparmio, non avendo più bisogno di pagare affitti per la struttura in uso. In quella stessa seduta ricevemmo rassicurazioni dal sindaco Caruso e dalla giunta che della questione ci si stesse già occupando e che di lì a brevissimo tempo si sarebbe provveduto a spostare gli uffici del Cup proprio all’interno della struttura ospedaliera. Spiace constatare che a oggi, dopo quasi sei mesi, i cittadini di Castel di Sangro siano costretti ad aspettare ancora all’aperto per poter prenotare una prestazione sanitaria». (e.b.)
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