In fumo la Piana dove furono girati i film interpretati da Bud Spencer e Terence Hill

Lo chiamano il piccolo Tibet. Un’immensa prateria incorniciata dai boschi. Sullo sfondo le cime rocciose del Gran Sasso. Nel corso degli anni l’altopiano di Campo Imperatore, andato “in fumo” per un...
Lo chiamano il piccolo Tibet. Un’immensa prateria incorniciata dai boschi. Sullo sfondo le cime rocciose del Gran Sasso. Nel corso degli anni l’altopiano di Campo Imperatore, andato “in fumo” per un incendio che si è sviluppato durante la 58ª Rassegna ovini organizzata dalla Camera di commercio dell’Aquila, ha fatto da cornice a innumerevoli produzioni cinematografiche e pubblicitarie. Le caratteristiche uniche legate al paesaggio, i giochi di luce in particolari ore del giorno e l’esclusivo contesto ambientale hanno indotto molti registi a scegliere Campo Imperatore come set ideale. Persino Hollywood si è lasciata ammaliare dal fascino del Gran Sasso. Tra i film più noti, girati sulle montagne abruzzesi, “Ladyhawke”, una favola medievale interpretata dall'attrice Michelle Pfeiffer, “Operazione Uncle”, di Guy Ritchie con Hugh Grant nelle vesti di attore protagonista. Tra le produzioni cinematografiche italiane, il film “Continuavano a chiamarlo Trinità”, un western del 1971, diretto dal regista Enzo Barboni con Bud Spencer e Terence Hill (nella foto). Una delle pellicole più viste e apprezzate del grande schermo. Lo sperone di roccia non lontano da Fonte Vetica, che emerge dal vasto brecciaio nella Valle della Macina, è stato teatro della mitica scena in cui un gruppo di malviventi cuoce sul fuoco una pentola di fagioli e, per ben due volte, viene derubato delle cibarie da due pistoleri: Bambino (Bud Spencer) e Trinità (Terence Hill). Ma la serie di riprese non si esaurisce qui. Tantissime le case automobilistiche che hanno scelto Campo Imperatore per realizzare famosi spot pubblicitari, con i nuovi modelli in mostra sui tornanti. Oggi, parte di quel suggestivo scenario altro non è che una distesa scura, laddove le fiamme hanno divorato la prateria, la pineta e l’abetina. (m.p.)

