In fumo settecento ettari di area boschiva

Incendi ancora non domati, situazione in miglioramento ad Arischia. Biondi chiede al premier lo stato di emergenza
L’AQUILA. Danni ingenti al patrimonio boschivo, anche all’interno del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. In quattro giorni il fuoco si è portato via 700 ettari di boschi, coinvolgendo un territorio dove vivono circa 12mila persone, tra la frazione di Arischia e i quartieri di Cansatessa e Pettino. Costi elevatissimi anche per sostenere le operazioni di soccorso e quelli futuri di bonifica delle aree devastate. Con questi numeri alla mano, la giunta comunale ha chiesto alla presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di emergenza. La delibera è stata inviata alla Regione Abruzzo, in una giornata in cui non si è arrestata l’opera di contenimento degli incendi sui due fronti attivi: in serata la situazione appariva sotto controllo ad Arischia, ancora critica nell’area aquilana, dove è stata portata a termine una linea tagliafuoco di 2 chilometri a ridosso dell’abitato di Cansatessa. Timori per la vicinanza delle fiamme all’elettrodotto di Pettino.
STATO DI EMERGENZA. «Gli incendi», ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi, «hanno finora interessato circa 700 ettari delle zone boschive che si trovano sopra i quartieri di Cansatessa e Pettino, densamente abitate, con un numero di residenti superiori a 10.000, e dell’abitato di Arischia, dove vivono 1.800 persone. Inoltre i danni rilevanti del patrimonio boschivo ricadono parzialmente all’interno del perimetro del Parco nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga. La dichiarazione dello stato di emergenza», ha proseguito Biondi, «è necessaria sia per l’applicazione delle procedure utili per incrementare l’azione finalizzata a un contenimento ancora più efficace degli incendi, sia per avere un’opportuna copertura delle spese elevatissime che Comune e Regione stanno sostenendo e dovranno sostenere ancora».
UOMINI E MEZZI. L’opera di contenimento degli incendi vede un impiego massiccio di mezzi e uomini per almeno 12 ore giornaliere: sette velivoli Canadair, 3 elicotteri, 80 vigili del fuoco, 40 militari del IX Reggimento Alpini, 70 volontari di protezione civile, 30 dipendenti comunali con quattro ruspe, 4 pattuglie della Polizia municipale. «I costi che si debbono sostenere per rendere possibile queste operazioni sono elevatissimi», ha sottolineato il sindaco, «e la nostra Protezione civile, insieme con quella della Regione, provvederà a stimarli. I costi, peraltro, non sono quelli da sostenere per l’emergenza in corso, ma anche quelli del post-incendio, quando i vigili del fuoco dovranno effettuare una ricognizione puntuale sull’area interessata con i droni e si dovrà procedere con le necessarie operazioni di bonifica».
IL PIANO-SGOMBERI. Il Comune ha pronte le chiavi di 23 alloggi del Progetto Case di Roio, nel caso si dovesse procedere con lo sgombero delle famiglie già censite, che vivono a ridosso dei punti critici. Il sindaco ha anche richiesto l’utilizzo dell’hotel Cristallo a Fonte Cerreto, già adibito a centro Covid.
LINEE TAGLIAFUOCO. La linea tagliafuoco, della lunghezza di 2 chilometri, è stata realizzata dal personale del Comune e dal Nono Reggimento Alpini dell’Esercito, su indirizzo della Protezione civile comunale. I vigili del fuoco e i volontari di protezione civile saranno posizionati anche durante la notte per presidiare l’area realizzata a Cansatessa. Analogo intervento è stato condotto nelle vicinanze del traliccio dell’alta tensione a Pettino.
ATTENZIONE AL FUMO. Il fumo degli incendi boschivi può essere pericoloso per la salute. L’Arta, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, ha già registrato in questi giorni un’impennata delle concentrazioni di benzene nell’aria. Il fumo generato è composto da un insieme di particelle di dimensioni differenti, vapore acqueo e gas, compresi il monossido di carbonio, l’anidride carbonica e l’ossido di azoto. Gli esperti consigliano di evitare il più possibile di respirare il fumo scaturito dall’incendio, restando all’interno delle abitazioni e mantenendo le chiuse le finestre delle abitazioni. Sconsigliate anche le attività fisiche all’aperto, visto che l’esercizio consente alle particelle sottili di essere inspirate più profondamente nei polmoni.
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