In manette il “re della truffa” di Avezzano

26 Febbraio 2016

Altieri, 71 anni, si travestiva anche da prete e da vescovo. Ora è in carcere e dovrà scontare 36 mesi

AVEZZANO. A 71 anni dovrà scontare tre anni e sei giorni di reclusione e dovrà pagare una multa di 1.568 euro.

Gli agenti del commissariato di Avezzano hanno trasferito ieri nel penitenziario di Avezzano, Vincenzo Altieri, ormai conosciuto da tutti come il “re della truffa”.

Altieri, originario di Fara in Sabina (Rieti), da anni vive ad Avezzano. La polizia gli ha notificato il cumulo di pene, che derivano da due diverse sentenze passate in giudicato. Una a due anni e otto mesi di reclusione con il pagamento di 1.500 euro di sanzione e una di otto mesi e una sanzione di 68 euro. Arrestato già in passato ha già scontato diversi mesi di pena, che sono stati sottratti ora dal cumulo. Altieri non è la prima volta che finisce nei guai, le sue vicende giudiziarie vanno avanti ormai da oltre dieci anni. Esattamente dieci anni fa venne arrestato dai carabinieri con l’accusa di essere riuscito ad ingannare decine di persone promettendo in cambio di soldi posti di lavoro. Secondo la ricostruzione dei militari, nel giro di due anni, vantandosi di avere conoscenze ai vertici di tutti gli Enti locali e regionali, tra cui Ministeri, regione Abruzzo, Province e Comuni, ma anche in alcune società, era riuscito già allora ad accumulare circa 150mila euro promettendo posti di lavoro. Altieri si presentava a casa delle sue “vittime” spesso scelte anche con molta cura tra un’ampia rosa di persone disperate, che avevano perso il lavoro o che lo cercavano per i propri familiari ed esibiva documenti che secondo lui attestavano la veridicità delle sue conoscenze. E quindi con i timbri di Enti e società. Nel 2014, lo stesso uomo, riuscì ad estorcere a una famiglia di Trasacco, oltre 100mila euro e finì sotto processo. Sempre per i reati di truffa e millantato credito, il 71enne è finito sotto processo decine di volte, non solo ad Avezzano ma anche a Giulianova e a Teramo.

Non solo Regione e Enti ma anche diocesi. Altieri, infatti, in alcune occasioni si è presentato a casa delle persone finite nella sua rete, anche vestito da prete e da vescovo.

E con gli abiti talari non si è fatto scrupolo di fare leva sulla fiducia che i poveri malcapitati riponevano nei confronti di una persona che si definiva “di chiesa”. Per un episodio di questi tipo Altieri è stato indagato anche di recente dalla polizia di Avezzano, diretta dal vice questore aggiunto Paolo Gennaccaro.

L’uomo è difeso dall’avvocato Domenico Quadrato. (m.t.)

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