«In pericolo gli affreschi di Saturnino Gatti»

9 Agosto 2023

Le opere da restaurare sono nella chiesa di San Panfilo a Tornimparte, appello dell’ex sindaco Carnicelli

TORNIMPARTE. Avviare al più presto i lavori di restauro del ciclo di affreschi di Saturnino Gatti (San Vittorino, 1463 circa-L’Aquila, 1518 circa) nella chiesa di San Panfilo di Tornimparte. È l’appello che l’ex sindaco del paese (oggi consigliere comunale), Giacomo Carnicelli, ha lanciato alle istituzioni. Carnicelli ricorda che «l’Associazione italiana di archeometria (Aiar), nella chiesa di San Panfilo, tra il 2021 e il 2022, ha effettuato analisi e studi approfonditi che hanno fornito dati fondamentali per la predisposizione del progetto di restauro finanziato con due differenti delibere Cipess del 2017 e del 2021 per un totale di 800 mila euro». Le conclusioni dello studio sono che il ciclo di affreschi è in uno stato di «pericoloso degrado».
«Per quanto riguarda lo stato di conservazione delle superfici pittoriche» si legge in un articolo pubblicato su una rivista scientifica e che riassume il lavoro fin qui svolto «il catino absidale decorato della chiesa di San Panfilo presenta una significativa sovrapposizione di rilievi di danneggiamento, probabilmente imputabili sia alle tecniche esecutive che alle condizioni microclimatiche del sito. L’analisi completa dello stato di conservazione degli affreschi ha rivelato diverse zone di distacco o fenomeni di degrado. Il cattivo stato di conservazione di questi dipinti potrebbe essere dovuto anche a precedenti restauri invasivi che hanno interessato le superfici con pesanti ritocchi e ridipinture. È stato condotto anche uno studio diagnostico finalizzato alla caratterizzazione delle tecniche esecutive nel tempo, con particolare attenzione ai disegni preparatori, ai materiali originari del progetto di affresco e alla presenza di finiture a secco ancora presenti, sia inorganiche (pigmenti e intonaci) che organiche (leganti e additivi negli intonaci o nell'applicazione a secco per definire i dettagli delle rappresentazioni). La tavolozza di Saturnino Gatti si compone di pigmenti, utilizzati allo stato puro o in miscela, per creare diverse tonalità tutte compatibili con la tecnica pittorica dell'epoca. Inoltre, l'approccio non invasivo suggerisce l'utilizzo di una tecnica di doratura con una foglia d'oro fatta aderire a una preparazione in bolo rosso (un'argilla) nelle zone dove non è più visibile a occhio nudo. Inoltre, oltre alla tavolozza originale, il protocollo analitico ha individuato i materiali pittorici moderni, come il blu di Prussia, il bianco di zinco, il rame e i verdi a base di cromo, utilizzati per numerosi ritocchi». (g.p.)