In tanti per l’addio allo storico norcino Paolo Giuliani

La chiesa di San Vito non riesce a contenere tutti i fedeli Il commosso ricordo del parroco: «È di sicuro in paradiso»
L’AQUILA . Gli spazi limitati, ridotti ancor di più dalle prescrizioni anti–Covid, della chiesa di San Vito a Borgo Rivera non sono stati sufficienti a contenere parenti, amici e conoscenti di Paolo Giuliani. In tantissimi hanno voluto così testimoniare l’affetto nei confronti del noto imprenditore, titolare della omonima azienda specializzata nella produzione di salumi, morto tre giorni fa a 77 anni dopo una lunga malattia. Hanno portato il loro saluto, stringendosi ai familiari in un simbolico abbraccio durante il funerale, a Giuliani, erede di una storica famiglia di norcini. Nel suo ultimo viaggio l’imprenditore è stato accompagnato da una numerosa presenza di fedeli, sia all’interno che all’esterno della chiesa, rispettosi delle disposizioni anti-contagio. Tutti infatti hanno rispettato il distanziamento, indossando la mascherina anche nello spazio al di fuori dell’edificio sacro. Paolo Giuliani era molto conosciuto e stimato in città. Figlio del capostipite “Peppone”, uno dei più noti salumieri aquilani del secolo scorso, famoso per la sua inconfondibile figura con la barba, negli anni '70 insieme alla moglie Giovanna aveva avviato un’attività in proprio: un negozio situato nel cuore della città, in via Patini. Una bottega all'angolo con via Tre Marie che era arrivata a essere, dopo anni di duro lavoro e mettendo a frutto la straordinaria esperienza del titolare, una vera e propria "boutique" del salume, notissima in città per la qualità dei prodotti che mettevano sempre in primo piano il rispetto della tradizione abruzzese. Giuliani nel 1990 era quindi riuscito a creare un proprio salumificio, a Pile. Oggi nel punto vendita sulla statale 17 i figli Luigi, Maria Cristina, Valentina e Arianna continano la sua opera. Nell'omelia, il parroco di San Vito alla Rivera, padre Marcello Graziosi, ha ricordato non solo lo spessore professionale, ma soprattutto quello umano Paolo, sottolineando che «ora è sicuramente in paradiso». (r.p.)
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