In un anno mille operai in meno nei cantieri

Rainaldi (Confindustria): sono diminuiti i lavori e si registrano troppi ritardi nelle pratiche
L'AQUILA. Luci e ombre nella ricostruzione. Gli ultimi dati parlano chiaro: rispetto allo scorso anno sono al lavoro, nei cantieri dell'aquilano, circa mille operai in meno. «Un rallentamento che fa il paio con la diminuzione dei lavori e con i ritardi nelle pratiche», afferma Ezio Rainaldi, delegato alla ricostruzione di Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno, «per stessa ammissione del Genio civile, a seguito dell'entrata in vigore della Legge 28/11, i ritardi sono considerevoli. Per evadere una pratica passano mesi: una situazione analoga si vive negli Uffici speciali che stanno accumulando pratiche su pratiche». L'effetto è sotto gli occhi di tutti. «Cantieri fermi, ditte in difficoltà e operai che non lavorano. Rispetto al 2016, quest'anno sono impiegati nei cantieri dell'Aquila e dei comuni limitrofi un migliaio di lavoratori in meno», fa notare Rainaldi, che chiede l'intervento della Regione, «per avviare un percorso strutturato che non si limiti al solo trasferimento delle pratiche negli altri Geni civili abruzzesi. Provvedimento apprezzabile, ma non sufficiente. Confindustria seguirà attentamente, dialogando con il Comune e con la Regione, l'andamento del processo legato alla ricostruzione post-sisma che evidenzia numerose criticità». Rainaldi le mette tutte sul piatto: centinaia di cantieri bloccati, ditte edili in difficoltà, iter buricratici eccessivamente lunghi, eccessiva chiusura delle banche locali. «Nei mesi scorsi», evidenzia Rainaldi, «si è tentato di affrontare il gravissimo problema del blocco delle pratiche, senza tuttavia individuare una soluzione definitiva, nonostante le azioni propositive del presidente dell'Ance, Ettore Barattelli. Il processo va risolto alla fonte con personale formato e adeguato numericamente. Ad oggi il Genio civile stia esaminando pratiche della ricostruzione consegnate a settembre e ottobre 2016. In ritardo anche i rilasci degli attestati di avvenuto deposito delle relazioni sulle struttura ultimate e dei collaudi». Infine, il problema del credito. «Il sistema credizione, all'Aquila, non ha un ruolo rispetto alla ricostruzione. Le banche», conclude Rainaldi, «guardano solo alla raccolta senza mettere al centro le imprese che, di fronte ad un rallentamento del meccanismo di pagamento delle tranche dei lavori, hanno bisogno di liquidità per far partire i cantieri».
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