Incarichi fuori sede Raffica di accuse dall’opposizione

Mazzocchi (Ncd): così si incrementano i costi della politica Stirpe: per questo siamo fuori dalla maggioranza
AVEZZANO. Gli incarichi fuori sede per tecnici e dirigenti del Comune non vanno giù alle forze di opposizione. Nel lungo elenco pubblicato come da regolamento nella sezione trasparenza del sito istituzionale del Comune compaiono affidamenti esterni per docenze, revisori dei conti, membri di commissioni di esami e realizzazione di siti internet. Tutti dipendenti del Comune, o ex, che vengono autorizzati dai dirigenti a “giocare fuori casa” per un determinato periodo per un compenso stabilito a carico di chi ospita. Tra i 41 incarichi fuori dal Comune di Avezzano elencati nel portale ci sono anche quelli a Stefano Di Pangrazio, figlio del sindaco Gianni Di Pangrazio, dimessosi dall’ente e ora al lavoro tra i Comuni di Castellafiume e Civita d’Antino con tanto di partita Iva, ma anche a Luca Montanari, comandante della Polizia locale, ai dirigenti Claudio Paciotti e Sergio Pepe e ad altri collaboratori. «L’ultima variazione del bilancio del Comune di Avezzano sposta dei soldi da un settore all’altro incrementando di fatto i costi della politica», ha commentato Felicia Mazzocchi, consigliere provinciale del Nuovo centrodestra, «è un tema da approfondire perché i cittadini devono sapere cosa fa questa amministrazione». Molto critici anche gli esponenti del gruppo di Partecipazione popolare che hanno sottolineato di aver lasciato la maggioranza proprio per questo loro modo di fare non condiviso. «Sono questi gli atteggiamenti e i comportamenti che ci hanno indotto a lasciare la maggioranza», ha spiegato il coordinatore del gruppo, Sandro Stirpe, a nome anche dei consiglieri di opposizione Alberto Lamorgese, Pissino Gallese e Alessandro Barbonetti, «pensavamo inizialmente che questa amministrazione fosse lontana da certi schemi, e invece ci siamo accorti che sono vicini alla vecchia politica. Proprio per questo ne abbiamo preso le distanze e ci prepariamo a creare un altro tipo di progetto per il futuro di questa città». I cinque affidamenti esterni a Di Pangrazio junior, per i Comuni di Castellafiume e Civita, per l’Ardel e per delle docenze, sono stati motivo di attacco da parte dell’avvocato Casciere al primo cittadino. «Rispondendo a un cittadino, avevo dichiarato che i miei figli non avrebbero neppure potuto immaginare di ottenere un incarico, qualora fossi divenuto sindaco», ha precisato l’avvocato Leonardo Casciere, in campo per le prossime amministrative, «il malcostume imperante mi fa rabbrividire, se penso a quei ragazzi, laureati, con master di ogni tipo conseguiti con sacrificio, loro e delle famiglie, a quei giovani e a quelle famiglie che non riescono ad arrivare, non a fine mese, a fine settimana. È nauseante che si perpetui questo nepotismo insulso, dimenticando chi realmente ha bisogno».
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