Incendi nell'Aquilano, un'altra giornata campale: la pioggia non spegne le fiamme

foto di Raniero Pizzi
Il temporale ha soltanto lambito le aree interessate dai roghi (tra cui Roio) da più di 10 giorni. E scoppia la polemica sulla conferenza stampa prima convocata e poi revocata sulle termocamere
L’AQUILA. Più fronti di diversi chilometri ognuno e un nuovo focolaio che si attiva nella notte, proprio di fronte alle abitazioni. Di quelli capaci di mandare al diavolo giorni e giorni di tentativi andati a vuoto proprio quando il toro sembrava finalmente preso per le corna. Con i vigili del fuoco che, almeno a Lucoli, erano effettivamente riusciti a domare l’incendio che da due settimane imperversa ininterrottamente sulla montagna di fronte all’abitato, salvo poi vederselo riattivare dal nulla sotto i loro occhi, da tutt’altra parte. Tanto che le speranze di tutti si sono subito orientate su un acquazzone, ma bello forte. Perché le squadre di pompieri e protezione civile, per quanto disposte da giorni a gettare il cuore oltre la cortina di fuoco, possono fino a un certo punto quando è il vento il primo a giocare sporco, per giunta col favore di un bel letto di sterpaglie secche. Con il cielo che, in totale controtendenza rispetto alle previsioni del resto del Paese, ieri si era pure rannuvolato. E neanche poco. Tanto che intorno alle 16.30 prima un fragore, poi le prime gocce, infine la pioggia, hanno esaudito le preghiere di cittadini e amministratori. Anche se la beffa è dietro l’angolo, con il temporale che si abbatte sì sul capoluogo, anche se l’area degli incendi resta solo lambita dalla pioggia.
«Tutto male, grazie», ammette con sarcasmo il sindaco di Lucoli, Emilio Nusca, quando gli si chiede, nel primo pomeriggio di ieri, come vada dalle sue parti. «Ieri (due giorni fa per chi legge, ndr), eravamo finalmente riusciti a estinguere le fiamme dopo oltre dieci giorni di lotta ininterrotta da parte dei soccorritori», racconta. «Sembravamo davvero avviati verso le operazioni di bonifica finali. Invece nella notte si è attivato un nuovo focolaio a poche centinaia di metri da alcune abitazioni, che i vigili del fuoco hanno provveduto a mettere in sicurezza scavando un solco nel terreno, così che le fiamme restino al di qua dello scavo. Solo la pioggia può aiutarci, purché venga giù copiosa: servirebbe un acquazzone insomma». Sindaco che poi conclude, una volta appreso dell’invocato acquazzone su tutto il comprensorio, tranne che sulla porzione dove realmente serviva: «Si dice sempre che piove sul bagnato, qui invece non piove sull’asciutto».
«La situazione è grave, anzi molto grave», dichiara dal canto suo il vicesindaco di Lucoli, Valter Chiappini. «Le fiamme sono ormai giunte a poche centinaia di metri dall’abbazia di San Giovanni e dai Map di Colle di Lucoli. Basterebbero anche solo venti minuti di pioggia». Chiappini poi traccia un primo bilancio: «Almeno 500 ettari andati in fumo e circa due milioni di euro spesi, considerando i costi per far volare i Canadair fino a 100 ore. Senza contare i rischi per i vigili del fuoco, costretti a calarsi con l’elicottero in mezzo a fiamme alte tre metri, visto che i mezzi non riescono ad avvicinarsi».
«Nessuno mette in discussione il ruolo dei mezzi aerei, ma chi opera nell’antincendio boschivo sa che la vera differenza la fanno le squadre di terra, capaci di intervenire nelle prime fasi dell’incendio», afferma il consigliere regionale di Abruzzo Insieme, Giovanni Cavallari. «Proprio mentre emergevano criticità legate alla disponibilità di personale, al coordinamento e alle risorse operative, la Regione si preparava a presentare un sistema composto da dieci postazioni con termocamere e intelligenza artificiale, per un investimento superiore ai 180mila euro. Ma per fortuna ha prevalso il buonsenso e l’iniziativa è stata rinviata. La tecnologia è un supporto importante, ma non può sostituire uomini, organizzazione e presenza sul territorio», aggiunge Cavallari. «La domanda resta inevitabile: una volta individuato un focolaio, chi interviene se le squadre operative sono insufficienti?».
@RIPRODUZIONE RISERVATA

