Incendiata saracinesca di un garage
Ortucchio, una bomba artigianale è stata fatta esplodere nella notte
ORTUCCHIO. A settembre dello scorso anno gli avevano dato fuoco all’auto, lasciata parcheggiata sotto casa. Ieri sera, gli hanno gettato contro la saracinesca del garage una bomba artigianale, che fortunatamente non è esplosa del tutto. «Ci ha svegliato un forte botto, abbiamo avuto paura», commenta un residente della traversa di Ortucchio, dove è stato messo a segno il secondo attentato nei confronti di una famiglia del posto che lavora nel settore della vendita di olive, delle conserve e altri prodotti alimentari. La località è quella vicina agli impianti sportivi, sulla strada che va verso Lecce, via Pertini. È stato lo stesso proprietario di casa che, intorno alle due di notte, ha allertato i carabinieri della compagnia di Avezzano.
Sul posto diverse pattuglie, tra cui quelle di Pescina e Ortucchio. Il materiale utilizzato per realizzare la bomba artigianale è stato sequestrato ed è ora al centro delle indagini. L’attività investigativa è coordinata dal capitano Enrico Valeri ma i carabinieri mantengono il massimo riserbo sulle indagini. Il piromane, stavolta, ha costruito un ordigno rudimentale con due bombolette di quelle con cui si ricaricano accendini. Le ha unite e le ha accese. Una è scoppiata, l’altra, per miracolo, no. Ci sarebbe un unico filo conduttore che unisce l’attentato di questa notte con quanto accaduto nei mesi scorsi, sempre a Ortucchio, in altri incendi dolosi su cui ancora si sta indagando. La notte tra il 20 e il 21 dicembre scorso qualcuno ha dato fuoco a un’utilitaria di proprietà di un 25enne di Ortucchio, lasciata parcheggiata sotto casa dei genitori.
L’auto era di fianco alla farmacia del paese, a due passi da vecchie abitazioni in legno, e sarebbe potuta essere una tragedia. Anche il 25enne è nel campo della vendita delle olive. Due giorni prima allo stesso giovane avevano incendiato il furgone con cui trasportava le olive, una Hyundai modello H1 con all’interno i barattoli. I primi a intervenire per spegnere le fiamme ed evitare che accadesse il peggio furono i familiari del 25enne. Qualcuno collegò i due attentati a quello di settembre, sempre del 2015, in via Pertini, quando fu data alle fiamme una Mercedes modello 270 di proprietà dell’uomo a cui stanotte hanno lanciato l’ordigno contro il garage. A settembre gli inquirenti sospettarono subito il dolo, visto che le fiamme furono appiccate in più punti dell’auto. (m.t.)
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