Incendio nel centro riciclo, tarda la bonifica

Allarme ambientale: area ancora sotto sequestro. Il caso approda nella Commissione ambiente
AVEZZANO. Cancelli ancora sbarrati al centro riciclo rifiuti Casinelli, distrutto dal fuoco la notte tra il 14 e 15 di luglio scorsi. A oltre cinque mesi dal devastante rogo, dove nella prima verifica post incendio sarebbe stata accertata la presenza di amianto, l’area resta sotto sequestro, mentre carabinieri e forestali continuano le indagini per ricostruire i fatti e accertare eventuali responsabilità. Si allungano, quindi, i tempi per la bonifica del sito dove restano ammassati rifiuti, mezzi e macchinari divorati dalle fiamme. Un paio di mesi fa in via Newton, dopo il via libera all’accesso temporaneo del magistrato, i tecnici della società incaricati da Casinelli (assistito dall’avvocato Leonardo Rosa) sotto la vigilanza dei carabinieri di Avezzano, dei colleghi del Noe di Pescara e dei vigili del fuoco, hanno effettuato il primo sopralluogo pro-bonifica nella struttura distrutta dal devastante incendio. Gli specialisti muniti di dispositivi di protezione hanno effettuato mi rilievi interni ed esterni allo stabile che, probabilmente, dovrà essere abbattuto.
In attesa di evoluzioni, la questione sta per approdare nella Commissione ambiente del Comune. «Alla ripresa delle attività post festività», affermano il presidente e il vice, Maria Antonietta Dominici e Roberto Verdecchia (ex assessore all’Ambiente), «la questione sarà affrontata in commissione per valutare l’effettivo impatto ambientale che c’è stato sulla zona, non tanto per capire le ragioni dell’incendio, sul quale sta indagando l’autorità giudiziaria, tuttora coperte dal segreto istruttorio, ma perché quella struttura, seppur privata, dovrà essere oggetto di bonifica del titolare dell’attività».
L’immobile, nell’area industriale, è stato acquistato dall’imprenditore Ugo Casinelli nell’anno 1999 a un’asta fallimentare del tribunale di Avezzano. L’acquisto era finalizzato all’apertura dell’azienda di riciclo della carta e di altri materiali – autorizzata dalla Regione – dove all’indomani del devastante incendio notturno sono spuntate le tracce dell’amianto: probabilmente le lastre erano nascoste nella parte interna dello stabile, tra il solaio e la copertura. Ora, però, al di là delle eventuali colpe e delle cause che hanno scatenato quel devastante incendio, con riflessi sull’ambiente, quell’area va bonificata.
L’operazione dovrebbe ridare slancio alla ripresa dell’attività del centro di riciclo dei rifiuti in via Newton, che da oltre un quarto di secolo raccoglieva i rifiuti differenziati dall’intera Marsica, dando lavoro a 15 persone. (m.s.)
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