Inchiesta bagni chimici archiviazione per Bertolaso

28 Novembre 2014

ROMA. Nessuna irregolarità da parte dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso sulle procedure di gara, costi e gestione dei bagni chimici posizionati nelle tendopoli dell’emergenza. Lo ha...

ROMA. Nessuna irregolarità da parte dell’ex capo della Protezione civile Guido Bertolaso sulle procedure di gara, costi e gestione dei bagni chimici posizionati nelle tendopoli dell’emergenza. Lo ha deciso il gip di Roma Giulia Proto che ha archiviato un procedimento che vedeva Bertolaso indagato per abuso d’ufficio. Analoga decisione per Angelo Borrelli, attuale vice di Franco Gabrielli. L’inchiesta era stata trasferita a Roma per competenza territoriale. Le presunte irregolarità, denunciate da una società esclusa dalla fornitura di bagni chimici, riguardavano le procedure di proroga dell’affidamento del servizio da parte di una commissione della protezione civile all’azienda, la Sebach, cui era stato affidato l’incarico. A chiedere l’archiviazione era stato il pm Attilio Pisani. Il gip, in sede di opposizione, ha dichiarato inammissibili le argomentazioni della denunciante, accogliendo quelle del pm e degli avvocati Filippo Dinacci ed Efisio Figus Diaz.

Soddisfazione è stata espressa dalla Protezione civile. Il gip, rileva il Dipartimento, «ha verificato sia la correttezza dell’operato dei funzionari nelle operazioni di gara, sia la regolarità delle proroghe disposte per il servizio di noleggio dei bagni chimici in occasione del terremoto. Il gip ha chiarito che nessun favoritismo è stato compiuto con i provvedimenti di “proroga tecnica”, adottati dal Dipartimento per fronteggiare l’emergenza avvalendosi della società già affidataria. Al contrario, l’archiviazione evidenzia come grazie ai provvedimenti di “proroga tecnica” sia stato possibile l’impiego di 4000 bagni chimici per fronteggiare le esigenze di assistenza alla popolazione e allo stesso tempo si sia “consentito all’erario di risparmiare ingenti somme”». «Alla società incaricata del servizio, infatti», ricorda la Protezione civile, «è stato corrisposto l’importo di 19,50 euro al giorno per il noleggio del singolo bagno, contro i 32,80 euro cui avrebbe avuto diritto se si fosse proceduto all’aggiudicazione della nuova gara per l’affidamento prorogato: gara bloccata “a causa delle azioni proposte” dalla società denunciante, che ne era stata esclusa avendo presentato un’offerta particolarmente elevata”, pari a 179,30 euro al giorno per lo stesso servizio. Il risparmio per l’erario è stimabile in oltre 10 milioni, che sarebbero stati necessari qualora fossero stati applicati i nuovi corrispettivi dell’appalto. La decisione del giudice, oltre a porre fine alla vicenda giudiziaria, conferma come i funzionari del Dipartimento abbiano sempre operato nell’esclusivo interesse della pubblica amministrazione, garantendo il servizio indispensabile all’assistenza alla popolazione “in situazioni di emergenza con notevole abbattimento dei costi”».