Inchiesta Caligola, tutto prescritto

Corruzione, tra atti nulli e rinvii il procedimento con imputati eccellenti era ripartito da zero nel 2019
L’AQUILA. Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale dell’Aquila ha dichiarato prescritto il procedimento penale relativo all’inchiesta denominata Caligola risalente al 2011, che ha visto coinvolti inizialmente undici nomi eccellenti, tra cui politici, dirigenti regionali e imprenditori, alcuni dei quali finiti ai domiciliari, con l’accusa di associazione per delinquere, corruzione, soppressione di atti nell’ambito di commesse e appalti della Regione.
La dichiarazione di prescrizione è arrivata dopo una serie di altre udienze, prima che il tribunale cancellasse, nel gennaio 2019, il rinvio a giudizio per la nullità degli atti (e dei capi d’imputazione) emessi fino a quel momento. Ribaltone risalente a due anni fa, innescato da un’eccezione presentata dalla difesa sull’errata notifica della citazione a giudizio.
Ieri, dopo dieci anni, la dichiarazione di prescrizione per gravi ipotesi di reato, da parte del giudice Baldovino De Sensi. La stessa Procura della Repubblica aveva cancellato l’accusa principale di associazione per delinquere. Per l’accusa sostenuta nel 2011 dal pubblico ministero Antonietta Picardi (dal 2017 trasferita alla Procura generale della Cassazione), che nel luglio 2013 aveva chiesto il rinvio a giudizio, gli indagati avrebbero organizzato una presunta associazione per delinquere per «condizionare» l’affidamento delle commesse pubbliche in cambio di contropartite economiche sotto forma di consulenze e assunzioni clientelari.
Nel 2015 il primo rinvio a giudizio sfociato poi nel processo, nel ribaltone e nella prescrizione.
Erano finiti nei guai Duilio Gruttadauria, allora presidente del cda e socio della Ecosfera; Anna Maria Teodoro, ex socio Ecosfera; Lamberto Quarta, ex consulente; Giovanna Andreola, ex dirigente regionale; Michele Galdi, ex consulente; Corrado Troiano, socio della Cyborg srl; Mario Gay, ex vicepresidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo; Camillo Cesarone, ex sindacalista; Domenico Peca.
«Si tratta di un processo molto ingiusto caratterizzato da comportamenti disordinati da parte dell’accusa condotta dalla magistratura inquirente e poi in tutta la prima fase da un disastro tecnico e valutativo con una catena di errori clamorosa», ha così commentato uno degli avvocati difensori degli imputati, Francesco Carli.
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