Indagano sulla ricostruzione, spunta Ciancimino

Arrestati quattro imprenditori, le indagini avviate nel 2010 dalla Direzione distrettuale antimafia
L’AQUILA. Il nucleo operativo dei carabinieri ha arrestato 4 imprenditori ritenuti responsabili di tentativo di riciclaggio del cosiddetto «tesoro» di Vito Ciancimino, sindaco di Palermo nel 1970-71. Si tratta di Sergio Pileri, imprenditore originario di Rieti e residente in Romania; Victor Dombrovschi, di cittadinanza rumena; Raffaele Valente, imprenditore originario di Termoli residente in Montenegro; Romano Tronci, ingegnere pistoiese residente a Milano. Per tutti l’accusa mossa dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma è di aver tentato di riciclare capitali riconducibili al tesoro accumulato in vita da Ciancimino tramite la vendita della società romena Ecorec. Le custodie cautelari (per i primi 3 in carcere, ai domiciliari per Tronci in considerazione dell’età) sono state disposte dal gip del tribunale di Roma Massimo Battistini su richiesta della Procura di Roma.
L’operazione di oggi, resa possibile grazie alla collaborazione che l’arma territoriale di Lazio, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Liguria e Molise ha garantito ai carabinieri di diversi Noe, ha visto gli investigatori italiani collaborare con i colleghi romeni grazie all’intervento di Eurojust e Interpol che hanno permesso l’esecuzione del blitz contemporaneamente in Italia e in Romania, dove i carabinieri sono stati supportati dalla polizia di Bucarest. Si tratta dell’esito di una complessa indagine, avviata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila nel 2010 quando erano emersi alcuni dei nomi degli imprenditori arrestati oggi tra i soggetti che, in vario modo, erano risultati come interessati all’esecuzione di lavori edili durante la prima fase del post-sisma del 2009 in Abruzzo.In particolare, investigatori del Noe di Pescara, che stavano indagando sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella ricostruzione dell’Aquila e di altri comuni del cratere, avevano individuato alcuni imprenditori che erano stati avvicinati da Pileri per effettuare investimenti in Romania. La procura aquilana, poco prima del sisma, aveva già individuato e sequestrato alcuni beni immobiliari che erano stati acquistati in Abruzzo con capitali provenienti dal tesoro di Ciancimino. Lo sviluppo delle indagini portava i carabinieri a scoprire l’avvio di una complessa compravendita della società di diritto romeno Ecorec (gestore della discarica di Glina, la più grande d’Europa in attività) alla holding lussemburghese Eco Vision International.
In seguito, il trasferimento del fascicolo processuale per competenza a Roma avvenuto nel 2012, ha consentito la prosecuzione delle indagini con altre procure nazionali, nonché con commissioni rogatoriali in varie nazioni europee.
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