Indebita percezione di fondi Assolto il professor Totani

L’AQUILA. Il tribunale ha assolto con formula piena due persone che erano accusate di indebita percezione di fondi per la ricostruzione. Si tratta del professore Gianfranco Totani, ingegnere di 65...
L’AQUILA. Il tribunale ha assolto con formula piena due persone che erano accusate di indebita percezione di fondi per la ricostruzione. Si tratta del professore Gianfranco Totani, ingegnere di 65 anni, e Marianna Pupi (81).
Totani era imputato nella veste di procuratore speciale della proprietà: avrebbe attestato falsamente, nella richiesta di contributo pubblico relativa alla riparazione post sisma di un immobile situato a Santa Rufina di Roio, che l’epoca di costruzione dell’immobile risaliva a periodo temporale antecedente al 1967. In tal modo, secondo accuse non provate, sarebbe stato percepito indebitamente il contributo per la ricostruzione dei manufatti, compreso il ballatoio abusivo, poi ricostruito “ex novo”. Pupi invece, era accusata di aver fatto ricostruire il fabbricato senza le relative autorizzazioni.
«Nel caso in specie», si legge nella motivazione dei giudici, «è stata prodotta una pratica di accatastamento del 1956 per cui il fabbricato, a uso stalla, è anteriore al 1967. In assenza di maggiori dettagli si ignora se l’immobile fosse rimasto stalla e fienile fino al 2009 o se avesse subìto trasformazioni fisiche e mutamenti di destinazione. Di certo l’enunciato dell’autocertificazione, nella sua sintesi, non contiene alcun dettaglio distintamente censurabile di falsità: un fabbricato sul fondo urbano in questione nel 1956 esisteva. Il documento successivo di una villa è quello seguito alla ricostruzione». «In sostanza», concludono i giudici, «il contributo è stato concesso per una ricostruzione consentita». Va anche ricordato che nel corso del processo è stato lo stesso pm a chiedere l’assoluzione. Tra gli imputati c’era anche Enrico Pupi che è deceduto nelle more del giudizio ma anche egli sarebbe stato assolto “perché il fatto non sussiste” visto che la sua posizione era analoga a quella degli altri due.
Nel corso del processo le parti sono state difese dall’avvocato Carlo Peretti. Il collegio era formato da Alessandra Ilari, Roberto Ferrari, Monica Croci.
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