Indulgenza e poi Giubileo: «Un treno da non perdere»

31 Agosto 2022

Operatori entusiasti per gli alberghi pieni e per la vetrina mondiale di domenica Ora scatta il dibattito su come valorizzarla e raggiungere il traguardo del 2025

L’AQUILA. I doni portati da Papa Francesco all’Aquila possono segnare il definitivo sviluppo turistico della città. La vetrina mondiale offerta dalla giornata di domenica scorsa, che ha mostrato per la prima volta un pontefice aprire la Porta Santa alla Perdonanza, e poi la straordinaria concessione dell’indulgenza annuale, hanno infatti preso le sembianze di «un treno da non perdere» per gli operatori turistici e commerciali aquilani. L’obiettivo finale è entrare nel giro del Giubileo universale della Chiesa cattolica del 2025.
Ma sei frutti arriveranno nei prossimi mesi, il primo bilancio dopo la grande festa del Santo Padre all’Aquila è già molto positivo. Per gli operatori così tanta gente in città ad agosto non la si vedeva da prima del terremoto del 2009.
IL PRIMO BILANCIO
Il Comune nei giorni scorsi ha parlato di ventimila presenze soltanto nella giornata di domenica per il Santo Padre.
«Abbiamo visto tantissima gente, fin dal concerto di Fabri Fibra e la cerimonia di apertura della Perdonanza», spiega Giorgio Carissimi, presidente della Cna cittadina, continuando: «Gli alberghi erano saturi, anche grazie all’enorme seguito del Papa tra staff e stampa. In generale quest’estate abbiamo visto meno italiani dell’anno scorso, ma sono tornati in massa gli stranieri. È stato un ottimo lavoro da parte di tutti».
Linea simile, quella di Roberto Laglia, direttore di hotel e tra gli operatori più in vista in città: «Il bilancio di questa Perdonanza è molto positivo, con una evento di caratura internazionale e tante manifestazioni di grande livello. In questa stagione abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Forse ad agosto è andata leggermente peggio dell’anno scorso, almeno per quello che vedo io in termini di ricavi. Intorno al 4% in meno, diciamo. Ma siamo su numeri molto molto importanti, che mai si erano visti dal terremoto in poi. Sono dovuti all’effetto rimbalzo della pandemia, ma anche al fatto che la città sta rinascendo, così come i borghi che la circondano».
Ancora più entusiasta è Alberto Liberati, presidente della Confcommercio provinciale: «È il miglior agosto dai tempi del terremoto del 2009. Un exploit soprattutto nella seconda metà del mese, che ha anche recuperato la leggera flessione di luglio. Il Papa ha riempito la città, non si trovava una stanza. Ne ha giovato a tutto l’indotto».
LE PROSPETTIVE
Su una cosa sono tutti d’accordo: i frutti della visita del Papa si vedranno in prospettiva.
Aggiunge Liberati: «Per il futuro imprenditori e politica devono andare insieme. Dobbiamo sfruttare questa grande vetrina mondiale che ci è stata offerta e il dono del Papa di un anno di indulgenza, perché si trasformino nel vero turismo religioso che funziona tutto l’anno e non solo per la settimana di agosto della Perdonanza».
Poi ancora: «Servono servizi, comunicazione, alberghi e strutture ricettive e un aiuto anche dalla Regione. Abbiamo trovato un pozzo di petrolio, ora sta a noi raffinarlo. Questo è un treno che può portarci fino al Giubileo del 2025, ma che passa solo una volta: solo prendendolo potremmo salvare L’Aquila, città che per il suo clima sarà anche più colpita delle altre nella crisi energetica che scoppierà fortissima nei prossimi mesi e che porterà tante attività verso il rischio di chiusura».
Aggiunge invece Carissimi: «Ora è necessario riflettere. Cosa creiamo intorno all’indulgenza? Quale direzione vogliamo prendere? Negli ultimi anni abbiamo visto una città che compiva una scalata notevole, arrivando fino ad ospitare il Papa. Mantenere livelli così alti sarà difficile. Quindi abbiamo bisogno anche di organizzare e prepararci: come città abbiamo infatti bisogno di crescere nei servizi e nella cultura dell’accoglienza, innanzitutto.
Spiega Laglia: Un evento di caratura internazionale come quello dell’apertura della Porta Santa da parte del Papa serve in prospettiva. Sono d’accordo con chi dice che bisogna trasformare la Perdonanza in un fattore annuale e non solo limitato. L’indulgenza annuale da sola non basta: bisogna capire come la si accompagnerà, con quale contorno e quali eventi per esempio. Anche lo stesso turismo religioso da solo non basta». Poi ancora: «L’obiettivo finale è comunque quello del Giubileo del 2025: siamo quasi un quartiere di Roma, visto che basta un’ora per raggiungerla. Bisogna quindi creare una rete e un progetto di ampio respiro».
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